mercoledì 5 aprile 2017

Recensione - 101 modi per riconoscere il tuo principe azzurro di Federica Bosco

La challenge Made in Italy, organizzata dal blog di Valentina di Universi Incantati prevedeva per questo mese la lettura di "un autore di cui hai letto altri libri". La prima che mi è venuta in mente è stata Federica Bosco dato che di suo ho letto diversi romanzi, come ad esempio Tutto quello che siamo (recensione), Non tutti gli uomini vengono per nuocere (recensione), Il peso specifico dell'amore (recensione) e Dimenticare uno stronzo. 
Così ho deciso di leggere 101 modi per riconoscere il tuo principe azzurro. In comunione con "Dimenticare uno stronzo", l'ultimo libro letto, è il fatto che entrambi non sono dei veri e proprio romanzi ma possono considerarsi come dei manuali. Dopo la lettura di questi due libri sono giunta alla conclusione che preferisco decisamente i suoi romanzi. 




101 modi per riconoscere il tuo principe azzurro
(senza dover baciare tutti i rospi)
di Federica Bosco

Editore: Newton Compton Editori
Illustrazioni: Luisa Montalto

Il "principe azzurro" è decisamente fuori moda nel terzo millennio: un tizio su un cavallo bianco, con la calzamaglia e la piuma sul cappello davanti a una metropolitana non è il massimo dell'erotismo. Eppure tra le mille insidie di tutti i rospi del mondo si nascondono ancora degli uomini che possono fare di una semplice donna una principessa, ma per trovarli bisogna imparare a scartare tutti gli altri. Ecco allora 101 consigli per capire come riconoscere un principe azzurro e scappare a gambe levate davanti agli inaffidabili, ai mammoni, agli sposati, agli egoisti, ai prepotenti e ai pazzi. Questo "manuale di sopravvivenza" nasce dalla volontà di Federica Bosco di condividere con le lettrici la sua esperienza, quella delle sue amiche e delle tante ragazze che le hanno scritto in questi anni per raccontare i fallimenti e le frustrazioni di chi si ostina a voler per forza cavare sangue da una rapa. Un libro ironico e divertente, ma anche un potente "salva-vita", affinché nessuno vi dica più: "Ma li trovi tutti tu quelli strani?".

 
Recensione

In 101 modi per riconoscere per il tuo principe azzurro, come è facilmente intuibile dal titolo, vengono analizzati 101 principi non proprio così azzurri che possiamo incontrare quotidianamente nella nostra vita, magari qualcuno di questi è già seduto sul nostro divano. I sentimenti sono infimi e a volte ci possono offuscare la mente davanti a degli uomini che, per diversi motivi, sono sbagliati per noi. L'intento di questo libro è quello di aiutarci ad aprire gli occhi e la mente e a mettere noi stesse prima dell'altro. Solo in questo modo potremmo vivere la relazione alla pari. Dimenticare uno stronzo era sì ironico, ma in alcuni punti la serietà regnava sovrana dato che si andavano a toccare delle corde più sensibili e anche alcuni aspetti della psicologia. In questo caso invece, scritto prima, il tutto viene reso più leggero ed impregnato dal senso dell'umorismo, tipico dell'autrice.
Dopo l'introduzione "Non è in nessun modo il tuo principe azzurro se...", i vari capitoli, alcuni più corti, altri più brevi seguono tutti un preciso schema: 

Es. 1. Se guarda le altre 
"Svolgimento"
Per le principesse (segue un consiglio per le donne)
Per i principi (uno per gli uomini)


E, secondo me, questo è uno dei suoi punti a svantaggio. Se in un primo momento può infatti risultare simpatico e, perché no, divertente e dare curiosità al lettore, capitolo dopo capitolo, punto dopo punto, il tutto risulta abbastanza ripetitivo. 101 punti da sciogliere sono tanti e cadere nel ripetersi è veramente facile e con lo scorrere della lettura ce ne accorgiamo sempre più spesso. Ciò che invoglia il lettore è che la parte centrale di ogni capitolo cambia nello stile di narrazione. Parlando di principi azzurri, quasi sempre si fa riferimento al mondo delle favole per fare degli esempi su alcune tipologie di uomini, a volte cambiando situazioni e personaggi, altre invece riprendendole fedelmente; spesso invece riprende alcune testimonianze dirette di alcune sue amiche, altre volte esperienze personali o in alcuni casi fa riferimento a degli articoli. Questa alternanza è l'unico elemento che riesce a dare brio durante la lettura. Alcune situazioni sono portate all'eccesso, altre invece sembrano surreali ed altre di una banalità disarmante, giusto per riprendere l'aggettivo con cui, in copertina, viene descritta la narrativa di Federica Bosco.
Intendiamoci, lo penso anche io. Il suo stile si mantiene comunque brillante, fresco, arricchito anche da riferimenti del mondo del cinema, delle serie tv e della tv in generale e la lettura non è per niente pesante, anzi è molto leggera ed è l'ideale per strappare qualche sorriso, ma se dovessi dare un consiglio sarebbe quello di non prenderlo come un romanzo, quindi leggendolo dalla prima a all'ultima pagina ma di sfogliarlo e gustare qualche capitolo alternandolo magari ad altre letture. Questo è stato il modo grazie al quale sono riuscita a non abbandonarlo. 

Adesso, se mai si dovesse presentare qualche falso principe azzurro, saprò come riconoscerlo!

 

 



2 commenti:

  1. Ciao! io sono una fan dei romanzi di Federica Bosco, ma, a giudicare dalla tua recensione, mi sa che ne ho letti di migliori...

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  2. Ciao, della Bosco ho letto la trilogia di Monica: non è che non mi sia piaciuta, la protagonista è entrata subito tra le mie simpatie ma, sinceramente, mi aspettavo qualcosa in più...

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