giovedì 7 aprile 2016

Recensione - D'amore si muore ma io no di Guido Catalano




D'amore si muore ma io no
di Guido Catalano

Editore: Rizzoli
Data di pubblicazione: 11 febbraio 2016
Pagine: 363
Ebook: 6.99€
Copertina rigida: 14.45€
Raccontare un amore che nasce è quasi impossibile. Perché quando quel misto di fragilità, gioia e speranza ci invade, le parole mancano. Quasi sempre. Nel suo primo romanzo, Guido Catalano compie un piccolo miracolo: scrivendo la storia tenera e stralunata tra l'ultimo dei poeti e un'incantevole aracnologa ci fa emozionare, commuovere e divertire. E riconoscere, una volta per tutte, quanto è bello scoprirsi ridicoli, se è per amore.
<<Ti ho cercata un sacco, sai?>
<<E come hai fatto a trovarmi?>>
<<Prima ho seguito il sentiero di mollichine di pane.>>
<<E poi?>>
<<Il bat-segnale.>>
<<E poi?>>
<<La stella cometa.>>
<<E poi mi hai trovata?>>
<<Si. Eri bella.>>
<<Ero simpatica?>>
<<Eri sorridente.>>
<<Ero contenta.>>
<<Ero impacciato.>>
<<Però mi hai baciata.>>
<<Come fosse l'ultima cosa che facevo prima di partire per la guerra.>>
<<Avevo un bel vestito?>>
<<Si, blu e rosso corto, un sacco primaverile.>>
<<C'era il sole?>>
<<C'eravamo tu, io e il sole.>>
<<Hai fatto bene a cercarmi.>>
<<Sei stata brava a farti trovare.>>

RECENSIONE
Devo ammettere che ho sentito parlare di questo libro nella rubrica dedicata ai libri del Tg1, Billy il vizio di leggere, e mi ha affascinato sin da subito. Sono sincera, in questo periodo sono andata molto a rilento con la lettura...cercavo quindi un libro leggero, spensierato, divertente e poco impegnativo, tutte caratteristiche che ho ritrovato in questa lettura.
D'amore si muore ma io no è la storia di Giacomo, un uomo davvero bizzarro: per sua stessa definizione poeta moderno vivente, vive in un monolocale a Torino e girovaga per l'Italia con lo scopo di leggere le sue poesie. Proprio durante uno dei suoi viaggi incontra Agata, affascinante aracnologa, che lo colpisce fin da subito.
Tra i due nasce un rapporto fatto di emozioni, esitazioni, passioni, paure. Una tenera storia d'amore che si sviluppa e cresce pagina dopo pagina, alternata a strabilianti e esilaranti scene di vita quotidiana che Giacomo si trova spesso a vivere.
La guardo molto, e ho paura che si accorga quanto la guardo molto con tutto che siamo seduti a un tavolo insieme ed è giusto guardarsi ma io so di avere questa tendenza, quando mi piace una ragazza, di guardarla in un modo tipo che non sbatto più le palpebre e gli occhi mi si ingrandiscono del trenta per cento.
Se mi concentro sul concetto di "ragazza più bella del mondo", penso subito a Natalie Imbruglia nel video Torn e a mia madre in una foto incredibile fattale da mio padre per sbaglio tanti anni fa.
Agata è al terzo posto che comunque non è mica male.
La storia è narrata dal punto di vista maschile, quello di Giacomo, che grazie alla sua ambizione di poeta si scopre inaspettatamente essere un sex symbol. Tutti i suoi pensieri amorosi e lavorativi, le sue frustrazioni (che diciamo la verità sono quelle di ognuno di noi) si alternano in maniera esemplare, rendendo la lettura dinamica e scorrevole.
Ma Agata e Giacomo, e la loro storia d'amore, non sono gli unici personaggi che si affacciano nel corso del libro. Giacomo infatti parte da questo splendido incontro per affrontare e raccontare anche il suo passato e le sue aspirazioni future. Tra i personaggi, a tratti surreali, non possono non essere notati Francesca, la migliore amica di Giacomo che si autodefinisce pazza e dipendente da psicofarmaci, e i fantasmagorici genitori di Giacomo (sono morta dalle risate XD).
Non ricordo di avere mai visto mia madre dormire, ma è impossibile. Son molti anni che non vivo più a casa dei miei genitori però mi sembra impossibile non avere un ricordo di mia madre che dorme.
Cerco di ricordare mia mamma che dorme. Niente. Mio padre si. Lui fa sempre, da quando lo conosco, il sonnellino postprandiale e io da bambino avevo il compito di andarlo a svegliare e portargli il caffè. Mi piaceva. Entravo e appoggiavo la tazzina e tiravo su le serrande. Nella stanza c'era un forte odore. Come un odore di padre che dorme.
Secondo me anche a lui piaceva quando andavo a svegliarlo con il caffè e tiravo su le tapparelle. Se io avessi un bambino credo che mi piacerebbe che mi venisse a svegliare, anche se io il sonnellino postprandiale non riesco a farlo e quando tento di farlo mi viene il malumore.
Lo consiglio? Si! Se cercate un libro semplice, leggero, divertente ma allo stesso tempo ricco di emozioni...be questo è quello giusto!
E voi lo avete letto? Cosa ne pensate?
Buona lettura!

L'autore.
Guido Catalano, nato a Torino nel 1971, è poeta e performer. Porta i suoi libri (e la sua barba) in giro per l'Italia, con oltre 130 reading all'anno. Collabora con Smemoranda, è ospite fisso di "Caterpiller" su Radio Rai 2, tiene un blog sul "Fatto quotidiano" e cura la posta del cuore per la rivista "Linus". Ha pubblicato per Miraggi Edizioni Ti amo ma posso spiegarti e Piuttosto che morire m'ammazzo



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