venerdì 29 maggio 2015

Recensione - Il Conte di Montecristo di Alexandre Dumas

Buon pomeriggio!
Ecco finalmente la recensione de "Il Conte di Montecristo", lettura inaspettatamente interessante. Ho impiegato un bel po' di tempo per leggerlo, ma ne è valsa veramente la pena!
Fatemi sapere le vostre opinioni se lo avete già letto oppure se pensate di farlo.



Il Conte di Montecristo
di Alexandre Dumas

1846
Edizione: Universale Economica Feltrinelli/ Classici
Traduzione di Gaia Panfili
 Pagg. 1119

Edmond Dantés è un giovane marinaio di 18/20 anni. Dopo aver trascorso diversi mesi a bordo della nave Pharaon, fa ritorno a Marsiglia dove vive, felice di ricongiungersi alla sua amata Mercédès e al suo caro padre. Durante il tragitto in mare, la ciurma perde Laclére, il capitano. Morrel, proprietario del Pharaon, fa intuire ad Edmon che la scelta per il successivo capitano della nave, potrebbe ricadere su di lui Il ragazzo corre dalla sua fidanzata che sposerà breve.
L'imminente matrimonio e la possibile promozione a capitano, suscitano l'invidia e la gelosia da parte di Fernand, un giovane innamorato di Mercédès e di Danglars, scrivano nella stessa nave di Edmond che aspira a diventare capitano. I due si ritrovano per caso insieme a Caderousse, vicino di casa di Edmond, anch'egli invidioso della fortuna capitata al giovane.
Danglars, avendo assistito ad un discorso tra  Edmond e Morrel in cui il giovane dichiarava di aver ricevuto dal capitano Leclère una missiva di cui però non conosceva il contenuto, decide di mettere in pratica un piano. Scrive una lettera anonima in cui dichiara Edmond colpevole di essere un agente bonapartista. Grazie all'ingenuità di Fernand, la lettera arriva nelle mani di Villefort, il sostituto procuratore del re.
Durante la sua festa di fidanzamento, all'apice della serenità, Edmond viene arrestato. Villefort in un primo momento sembra voler aiutare il giovane, è certo della sua innocenza, ma dopo aver letto il contenuto della vera missiva, che indirettamente lo riguarda, sceglie la carriera e abbandona Edmond ad un destino più che crudele.

Il ragazzo viene infatti imprigionato nel castello d'If, una fortificazione nel golfo di Marsiglia, dalla quale nessuno è mai uscito vivo e rinchiuso nella cella 34. Isolato dal mondo, in un posto in cui i giorni si confondono e non c'è nessuno con cui parlare, con la continua voglia di uscire per rivedere anche solo per poco Mercédès e suo padre, Edmond decide di farla finita e di lasciarsi andare piano piano, iniziando così a non mangiare più, ma proprio quando sente che sta per finire tutto, ecco che arriva un segno, un'ultima speranza. Sente dei rumori, dapprima sembrano arrivare dall'esterno poi ascolta meglio e capisce che arrivano dalla parete accanto alla sua cella. Così passano giorni in cui la speranza di risentire quei rumori lo tiene vivo. E finalmente accade. Li risente ancora una volta e allora si mette in moto, con mezzi di fortuna, trovati nella sua misera cella, si mette a scavare e dopo mesi riesce finalmente a conoscere chi c'è dietro a quella parete: l'abate Faria, un altro prigioniero, considerato pazzo da tutti perché continua a ripetere a tutti che in cambio della libertà offrirà un tesoro inestimabile. Per Edmond sarà la salvezza. Farìa non diventa solo un compagno e amico, ma anche un grande maestro di vita e di cultura, date le sue vastissime conoscenze.
Edmond tramite uno stratagemma riesce ad uscire dalla prigione e a tornare a Marsiglia. Dal giorno del suo arresto sono passati 14 anni.
A Marsiglia scopre che ormai è rimasto da solo: il padre è morto per fame e della sua amata non si hanno notizie. Sotto una falsa identità, grazie a Caderousse, che aveva assistito al piano di Danglars e Fernand, senza dire niente, Edmond viene a conoscenza dei nomi dei suoi carnefici.
Si recherà quindi nell’isola indicata dall’abate Faria, in cui dovrebbe trovarsi il fatidico tesoro. A discapito di tutti coloro che lo avevano considerato folle, Edmond trova una fonte inestimabile di ricchezze. Grazie anche a questa fortuna deciderà di intraprendere un piano di vendetta contro coloro che lo avevano fatto imprigionare ingiustamente e hanno fatto soffrire le persone a cui lui teneva di più al mondo.

Il romanzo è ambientato tra il 1815 e il 1838 e può essere diviso in tre grandi parti a seconda dell’ambientazione delle vicende: Marsiglia, per il prologo della storia, Roma, in cui il protagonista inizierà a tessere i primi rapporti per il compimento della sua vendetta, e Parigi, dove si svolgerà la vera e propria vendetta. Molto importante sarà anche la piccola isola in cui si trova il tesoro: l’isola di Montecristo dalla quale Edmond deciderà di prendere il nome per mostrarsi davanti a tutti con la sua nuova identità, il Conte di Montecristo, appunto.
Durante il suo progetto però ricoprirà anche altri ruoli. Diversi sono infatti i cambi di identità di Edmond, questo a dimostrare la determinazione e la meticolosità con le quali ha disegnato il suo piano.
Le vicende del romanzo riguardano gran parte dell’Europa, ma anche alcune zone dell’Oriente e, in un romanzo di tale importanza, non avrei mai pensato che, durante la descrizione di uno dei personaggi secondari, Luigi Vampa, venissero nominate delle zone vicine a dove abito: Civita Castellana, sconosciuta ai più, è a soli 30 kilometri da me.

I temi principali sono: giustizia, vendetta, perdono, misericordia e amore. Il piano di Montecristo è discutibile, ovviamente fa riferimento all’etica di ognuno di noi, e forse neanche lui si rende conto di quello che ha messo in piedi fino a quando, inevitabilmente, colpisce gli innocenti. Ognuno delle 4 persone che il Conte prende di mira non è più un uomo solo, ognuno si è creato una famiglia ed è veramente interessante il modo in cui riesce a rigirare i difetti, i vizi, gli errori degli altri a suo favore creando una grande rete di intrecci, di misteri ed intrighi.

E' stata una lettura molto particolare che mi ha tenuta impegnata per un bel po'. Ho trovato alcune parti un po' pesanti da leggere poiché ricche di dettagli e, devo essere sincera, in più di qualche momento ho pensato di abbandonare il libro, ma poi non l'ho fatto, il perché mi è stato chiaro solo alla fine: ogni parte, anche quella più noiosa è essenziale per avere una visione completa dell'opera ma soprattutto dei personaggi che ruotano intorno al protagonista. Nessuna parte potrebbe essere eliminata perché ogni passaggio è importante ai fini dell'intreccio generale.
Sebbene infatti il Conte di Montecristo sia il personaggio principale, intorno ad esso ruotano un numero considerevole di altre persone. Dumas non si limita a descrivere le vicende che interessano strettamente il Conte, ma analizza ogni altra persona che viene a contatto con lui, direttamente o indirettamente.
Ad esempio, dello stesso Luigi Vampa, accennato in precedenza, racconta tutta la sua storia, in una parte che potrebbe essere considerata a sé, quasi come una novella nel romanzo. Eppure togliere questa parte, che comprende più di qualche capitolo, non sarebbe come dire "Luigi Vampa era uno dei più temuti banditi di Roma", fine. Attraverso la sua storia, davvero molto particolare, capiamo il perché e come sia considerato il più terribile.

Il Conte di Montecristo nasce come romanzo d’appendice, essendo quindi stato pubblicato inizialmente a puntate, Dumas riesce a incuriosire il lettore con i continui colpi di scena.
E' straordinario come per un po' ti fa credere in un qualche cosa e poi d'improvviso viene fuori con la verità.
I capitoli brevi influiscono sulla velocità di lettura, rendendola molto scorrevole.

In conclusione.
Il Conte di Montecristo è stata per me una rivelazione. Non leggo mai libri con un numero così alto di pagine e in genere guardo con sospetto i romanzi storici.
Il Conte di Montecristo è stata l'eccezione. Una straordinaria eccezione
Perché allora ha voluto leggerlo? Revenge, una serie tv che seguivo, tra le mie preferite, che purtroppo si è conclusa con la quarta stagione, è ispirata al romanzo e allora ho voluto approfondire, leggendolo.

Consiglio a tutti la lettura del libro, non fatevi impressionare dal numero delle pagine, se ce l'ho fatta io, tutti possono leggerlo!



5 commenti:

  1. L'ho letto alle superiori e di nuovo qualche anno fa! E' il mio libro del cuore! L'ho adorato dall'inizio alla fine. Forse la mia parte preferita è quella in cui viene rinchiuso nel Castello d'If, fino a quando, poi, trova il tesoro nell'isola *___* Poi, vabbè, il suo piano di vendetta...è qualcosa di davvero perfetto. Mi hai fatto venir voglia di rileggerlo! :)

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    1. :D :D E' vero è qualcosa di straordinario!!

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  2. Prima o poi devo decidermi a leggerlo! La mole un po' mi spaventa, ma se una lettura ti cattura le pagine volano via alla svelta.

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    1. Concordo! Dopo averlo visto in libreria mi sono spaventata anche io, dato che non ricordo di aver mai letto un libro con così tante pagine, ma sono felicissima di averlo fatto e alla fine ho impiegato meno tempo rispetto al solito. Leggilo, ne vale veramente la pena!

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  3. Great post! follow me on gfc and i follow you back. kiss

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