mercoledì 16 gennaio 2019

www Wednesday #159



Ciao lettori!!
Come tutti i Mercoledì, anche oggi facciamo un veloce punto della situazione sulle nostre letture con la rubrica di metà settimaan

                   
                           

                (What did you recently finish reading?)      

                                              

Questa settimana non sono riuscita a terminare nessun libro




Ho letto L'incubo di Hill House di Shirley Jackson, mi è piaciuto ma non mi ha convinto del tutto. Ho avuto la sensazione che ci fosse qualcosa di non detto tra i personaggi e questo non ha permesso un coinvolgimento totale.





martedì 15 gennaio 2019

Spyros. Il marinaio italiano di Rita Giammarresi | Recensione


Spyros. Il marinaio italiano
di Rita Giammarresi

Editore: Bonfirraro Editore
Anno: 2018
Pagine: 240
Prezzo di vendita: 16.90€


Sinossi.
È un giorno d’inverno. Giuseppe, dopo una lunga vita vissuta tra gioie, dolori, entusiasmo, tenacia e tante avventure, ha appena esalato il suo ultimo respiro. La morte lo ha preso, ma inizia a percepirsi più vivo che mai e incomincia a ripercorrere a ritroso un viaggio nelle memorie del proprio passato.
Partendo dall'infanzia, i suoi ricordi si snodano tra gli anni ’20 e ’30 nel colorito rione del Capo, storico quartiere di Palermo. Le sue rievocazioni continuano in Grecia poiché, a seguito dello scoppio del Secondo conflitto mondiale, Giuseppe riceve la chiamata alle armi. Divenuto un marinaio della Regia Marina Italiana, apprende una nuova lingua e si integra per quattro lunghi anni nella piccola comunità di Navarino, in Grecia, i cui abitanti gli danno il soprannome Spyros e dove lascerà un pezzo del suo cuore e della sua giovinezza. Giuseppe narra il suo ritorno in una Palermo da ricostruire insieme alla sua stessa vita, un cammino di sofferenza, ma anche e soprattutto di riscatto e di speranza tracciando con serenità, fin dalla prima pagina, un intenso percorso di riflessione che terrà il lettore con il fiato sospeso fino alla fine.
L’esordio letterario di Rita Giammarresi, tra romanzo di formazione e autobiografia, è un omaggio alla memoria dell’amato padre che sempre, in prima persona, racconta di un uomo che, come altri della sua epoca, è partito dal nulla e ha costruito basi solide abbattendo i muri della miseria.

Recensione

Giuseppe ha vissuta una vita intensa, piena di difficoltà ma anche di momenti intensi che lo hanno cambiato, entusiasmato, reso l'uomo che è. 
Ogni attimo, ogni dolore è servito a fortificare il suo spirito, a renderlo più consapevole in se stesso e in quello che è il mondo che lo circonda, in perenne evoluzione.
Giuseppe è sul letto di morte pronto a staccarsi da una vita che gli ha dato tanto e tanto gli ha tolto, consapevole dei suoi limiti e del suo coraggio.

lunedì 14 gennaio 2019

La boutique del mistero di Dino Buzzati | Recensione


La boutique del mistero
di Dino Buzzati

Prima pubblicazione: 1968
Edizione: Mondadori, 2015
Collana: Oscar classici moderni
Pagine: 208

Trentuno racconti, scelti e ordinati da Dino Buzzati «nella speranza di far conoscere il meglio di quanto ho scritto», compongono questa raccolta. Racconti (celeberrimi "Il colombre", "I sette messaggeri", "Sette piani", "Il mantello") in cui allegorie inquietanti, spunti surreali, invenzioni fantastiche coesistono con dati di cronaca, o presunti tali, che sembrano rimandare a possibili realtà metafisiche. Il racconto è infatti per Buzzati un momento di indagine profonda ed emozionante in un'atmosfera magica: poche volte, nella letteratura italiana, uno scrittore ha esplorato così a fondo il mistero che circonda l'uomo, le debolezze e i paradossi che lo caratterizzano, la sua solitudine, le sue esperienze.

Recensione

Buzzati è, o meglio era, uno di quegli autori che sì, ero curiosa di scoprire, ma che ho iniziato a prendere realmente in considerazione soltanto nel momento in cui è stato s elto per il mese di Dicembre dal gruppo di lettura LiberTiAmo. Sbagliando a non aver letto niente di suo prima.

La prima impressione è stata molto positiva fin  dalla lettura del primo racconto che, per stile ed ambientazione mi ha ricordato molto Calvino, in particolare la sua Trilogia degli antenati. Non a casa sono due dei maggiori esponenti della narrativa fantastica del Novecento. 
Procedendo con la lettura, il lettore non tarda ad accorgersi quanto ci sia di diverso tra i due.
L'ironia dei racconti di Calvino lascia spazio alla nostalgia, alla malinconia di Buzzati e i colori che fanno da sfondo alle opere del primo, si tingono di nero in quelle del secondo.

La boutique del mistero è una raccolta di 31 racconti, un parte della sua produzione.
E, proprio come se fosse un atelier, diversi sono gli articoli che si possono trovare all'interno dell'antologia. I racconti si differenziano tra loro per lunghezza, ambientazione, personaggi coinvolti ed epoche storiche. A fare da filo conduttore è quel "mistero" citato nel titolo.
I temi che si affrontano fanno tutti capo alla morte, alle tenebre, all'oscurità dell'animo umano e all'alone dell'inspiegabilità che aleggia intorno ad argomenti come questi.
Il sottotitolo che lo accompagnava nella prima edizione Mondadori "31 storie di magia quotidiana", è una perfetta sintesi del contenuto della raccolta.

Che strana la vita, dunque. E non poter far reclami, né tentare rimedi, né trovare una spiegazione che sciolga gli animi.

Nella maggior parte delle storie si parte da una situazione reale o presunta tale, per poi immergersi nel surreale, nella fantasia, nell'onirico.
L'autore riesce a creare delle immagini originali e grazie alla diversità delle storie, un coinvolgimento costante da parte del lettore, lasciando inoltre ampio spazio alla riflessione, soprattutto per quanto riguarda i racconti con un finale aperto.
Con una scrittura poetica, onirica, fantastica e sicuramente geniale, Buzzati riesce a creare racconti efficaci, diretti, primo fra tutti Sette piani, in cui si percepisce tutta la frustrazione del protagonista nell'impossibilità di fare qualcosa, Eppure battono alla porta, I topi, Inviti superflui ed Il colombre, giusto per citare quelli che, personalmente, ho apprezzato maggiormente.
La boutique del mistero è un viaggio in 31 tappe, un percorso con 31 tappe nell'animo umano, nei suoi lati più profondi, più inquieti, in cui le paure, le ansie ed i turbamenti fanno da padroni ma è anche un'escursione tra le parole incisive e penetranti che permettono tutto ciò.

E allora noi taceremo, sempre tenendoci per mano, poiché le anime si parleranno senza parola.



venerdì 11 gennaio 2019

5 serie letterarie che vorrei iniziare | 5 cose che


Ma buongiorno lettori e buon Venerdì!!
Anche oggi diamo il benvenuto al fine settimana, come sempre, con un nuovo post per la rubrica 5 cose che.
Protagoniste di oggi, le 5 serie letterarie che vorrei iniziare. Come avrete, forse, potuto intuire, oltre al fatto di averlo detto in qualche occasione ma soprattutto dai titoli che cito, sono più per gli autoconclusivi, non perché le serie non mi piacciano, anzi, ma so bene quanto io sia poco costante. È infatti imbarazzante il numero di quelle che dovrei e soprattutto vorrei iniziare!!
Nonostante questo, pensate che non ci siano altri titoli di altre serie che vorrei cominciare?? Ovviamente no! Infatti non ho fatto fatica a trovare solo 5 titoli

La famiglia Aubrey - Rebecca West


Gli Aubrey sono una famiglia fuori dal comune, nella Londra di fine Ottocento. Nelle stanze della loro casa coloniale, fra un dialogo impegnato e una discussione accanita su un pentagramma, in sottofondo riecheggiano continuamente le note di un pianoforte; prima dell'ora del tè accanto al fuoco si fanno le scale e gli arpeggi, e a tavola non si legge, a meno che non sia un pezzo di papà appena pubblicato. Le preoccupazioni finanziarie sono all'ordine del giorno e a scuola i bambini sono sempre i più trasandati; d'altronde, anche la madre Clare, talentuosa pianista, non è mai ordinata e ben vestita come le altre mamme, e il padre Piers, quando non sta scrivendo in maniera febbrile nel suo studio, è impegnato a giocarsi il mobilio all'insaputa di tutti. Eppure, in quelle stanze aleggia un grande spirito, una strana allegria, l'umorismo costante di una famiglia unita, di persone capaci di trasformare il lavaggio dei capelli in un rito festoso e di trascorrere «un Natale particolarmente splendido, anche se noi eravamo particolarmente poveri». È una casa quasi tutta di donne, quella degli Aubrey: la figlia maggiore, Cordelia, tragicamente priva di talento quanto colma di velleità, le due gemelle Mary e Rose, due piccoli prodigi del piano, dotate di uno sguardo sagace più maturo della loro età, e il più giovane, Richard Quin, unico maschio coccolatissimo, che ancora non si sa «quale strumento sarà». E poi c'è l'amatissima cugina Rosamund, che in casa Aubrey trova rifugio. Tra musica, politica, sogni realizzati e sogni infranti, in questo primo volume della trilogia degli Aubrey, nell'arco di un decennio ognuno dei figli inizierà a intraprendere la propria strada, e così faranno, a modo loro, anche i genitori.


giovedì 10 gennaio 2019

Fuori dal nido dell'aquila di Shefit Troka | Recensione


Fuori dal nido dell'aquila
di Shefit Troka

Editore: Bonfirraro Editore
Anno: 2018
Pagine: 126
Prezzo di vendita: 13.90€


Sinossi.
È la metafora di una grande rinascita, un campo di battaglia esistenziale dove sono sbocciati i fiori più belli in una delle pagine più drammatiche della recente storia europea, quando le poche miglia di mare che separano l’Albania dalla Puglia, di fatto invalicabili per almeno cinquant’anni, sono diventate in quel periodo il tratto più trafficato al mondo.
Di questo romanzo, di stampo neorealista con punte di intimistica poesia, Troka è sia protagonista che voce narrante, e procede per deja vù, sfalsando i piani temporali, mescolando ricordi che fanno ancora male ad attimi di spensieratezza. È così che costruisce un viaggio a ritroso, una narrazione in crescendo, espressa con sapiente lirismo e un equilibrato pathos, che si libra leggera sopra la ferita sanguinante che siamo, mostrandoci le nostre più sublimi e tragiche sfaccettature.
Un esordio intenso, esplosivo e travolgente che si rivolge al lettore, inducendolo a spremere la sua vita come un limone, fino a sentirne anche i retrogusti più aspri.


Recensione

La sofferenza, il dolore, la sensazione di non sentirsi mai veramente al sicuro, l'abbandono di tutto quello che sentiamo casa, delle certezze, degli affetti.
Ne Fuori dal nido dell'aquila Shefit Troka è protagonista e voce narrante di un mondo fatto di crudeltà, disperazione e paura; in cui il sentimento predominante è l'incertezza di tutto quello che ci circonda.

"Non saprei se chiamarla fortuna o guaio, ma il destino mi ha catapultato lungo le vie di questo paese con un nuovo nome sulla carta d'identità: clandestino.
Clandestino è una strana libertà. E' come sentire addosso una inspiegabile colpa pur non avendo compiuto nessun errore. Forse il vero peccato che ti colpisce al cuore è il fatto di aver abbandonato l'infanzia, la casa dove sei nato e cresciuto, le risate, le lacrime di gioia e di dolore. Clandestino è vagare in uno spazio che non ti appartiene, presentandoti con una identità sconosciuta e sentirsi sconosciuto è come essere abbandonato. Una volta che la parola abbandono ti colpisce il cervello, cominciano i dubbi, le incertezze, la paura di non potercela fare. La disperazione invade d'improvviso il tuo cuore e ti chiedi: perché, perché, perché?
La cosa che fa più male è la mancanza di una risposta a quella domanda. Non sai se per colpa tua o degli altri ti trovi in una situazione tra la legalità e l'illegalità.
Senti addosso quella colpa, però, di non aver compiuto nessun errore. Nel lottare alla ricerca di una soluzione dovuta a quella colpa inspiegabile, per chi si trova nei panni di un clandestino, il battito del cuore viene disturbato in modo irregolare da una semplice domanda: la razza umana è il vero significato della violenza, o l'amore perduto nel nome della falsità? Forse per questo motivo la nostra vita è diventata un fiore senza colori."

mercoledì 9 gennaio 2019

www Wednesday #158



Buongiorno lettori e buon Mercoledì!
Anche oggi, ci ritroviamo con l'appuntamento di metà settimana con www Wednesday che ci aiuta a fare il punto della situazione sulle letture della nostra settimana!



                                        

                (What did you recently finish reading?)      

        


Ho letto ...che Dio perdona a tutti di Pif, un libro che ho regalato a mia sorella ma che purtroppo non mi ha soddisfatto pienamente. Presto la recensione.




Ho letto Per un pugno di arance di Francesco Papa









martedì 8 gennaio 2019

Per un pugno di arance di Francesco Papa | Recensione


Per un pugno di arance
di Francesco Papa

Casa editrice: PAV edizioni

Anno di pubblicazione: 2018
Pagine: 113

La vita tranquilla di un paesino calabrese nell'agosto del 1976 è sconvolta dall'arrivo di due pericolosi terroristi. In questo scenario da anni di piombo si innestano le storie personali di Bertino, giovane con problemi relazionali che insegue l'amore, di Maria Susetta, vedova dalla fervente devozione religiosa, del maresciallo D'Alessandro, militare integerrimo dall'arresto facile, del sindaco Manzella, comunista per opportunità, e di tanti altri personaggi che popolano il paese. Per la piccola caserma di Grisolia e soprattutto per il suo comandante l'arrivo dei terroristi potrebbe essere l'occasione di una vita per dimostrare il proprio valore, riusciranno degli scalcinati militari di provincia a neutralizzare due individui ricercati da tutti i corpi di polizia del paese? Quel che è certo è che le apparenze ingannano e ognuno dei personaggi ha un segreto che prima o poi dovrà rivelare. Tutto questo avverrà in un vortice di avvenimenti al limite del tragicomico.


Recensione

Grisolia, 1976. Due terrori ricercati, stanno per raggiungere il borgo. Gli anni di piombo stanno per colpire anche questo piccolo paesino calabrese, ma tranquilli, di pesante qui, non c'è un bel niente!