mercoledì 29 maggio 2019

Tre serbi, due musulmani, un lupo di Luca Leone e Daniele Zanon | Recensione




Tre serbi, due musulmani, un lupo
di Luca Leone e Daniele Zanon

Editore: infinito edizioni
Collana Orienti
Prima edizione: marzo 2019
Pagine: 294
Prezzo di copertina: 15.00€





Sinossi.
A Prijedor, in Bosnia Erzegovina, nella primavera-estate del 1992 succedono cose spaventose. Sembra d’essere tornati ai tempi del nazismo. Gli ultranazionalisti serbo-bosniaci vogliono sradicare i “non serbi” attraverso due strumenti: deportazione e omicidio. Vengono creati per quest’ultimo scopo tre campi di concentramento. Che diventano luoghi di uccisione di massa. Nomi tremendi: Omarska. Keraterm. Trnopolje. In quest’ultimo luogo – composto da una scuola, una casa del popolo e un prato – vengono recluse tra le quattromila e le settemila persone. E’ a Trnopolje, nel maggio del 1992, che è ambientata la storia raccontata da questo libro. Una storia di fantasia, ma poggiata su solide basi storiche e di testimonianza. Un libro che non è solo un romanzo ma anche un reportage di quanto accaduto troppi pochi anni fa e troppo vicino a noi, per non sapere.
“La sfida è vinta: quella degli autori e quella dei protagonisti, per i quali chi legge fa il tifo e si commuove, costretti come sono dalla Storia a diventare adulti nel giro di una stagione: quella famigerata primavera del 1992”. (Riccardo Noury)

Recensione

Tre serbi, due musulmani e un lupo. Sono questi i componenti del gruppo, protagonisti di questa commovente storia.
Jelena, tredicenne che vive con sua nonna vicino al fiume, che viaggia costantemente in compagnia del fedele lupo Vuk; i gemelli Imamovic, Emina e Faris, appartenenti al gruppo nazionale musulmano bosniaco; Zlatan, figlio del violento tabaccaio di Prejedor e ultranazionalista serbo-bosniaco, costretto a subire le costanti angherie del padre e del fratello Tomislav; Milorad, ragazzo buono e semplice.
Sono questi i sei personaggi attorno al quale girano gli eventi che coinvolgeranno per sempre le loro famiglie e la vita di tutto il popolo di Prijedor e non solo.
Nel 1992, anno in cui sono ambientate le vicende raccontate, in Bosnia Erzegovina vengono costruiti dei campi di concentramento per sterminare e sradicare per sempre tutti coloro che non appartengono completamente al popolo serbo vero e proprio.
I cinque ragazzi, frutto di fantasia degli autori, si possono identificare con facilità nelle vittime di uno degli eventi più drammatici della storia del diciottesimo secolo.


Petrovic voleva bene a quei ragazzi. Nessuno escluso. Sperava, con le sue lezioni, di contribuire a far crescere una generazione diversa da quella dei padri. Certi padri, ovviamente. Come quello di Zlatan, tanto per dirne uno. Quei ragazzi erano il futuro del Paese. Ma purtroppo, per il presente bisognava fare i conti con quello che c’era.
-          Eh… - ricominciò sospirando – In questa classe siete serbi ,musulmani e croati. Siete tutti ragazzi buoni. Avete saputo convivere insieme per tutti questi anni…nel bene e nel male. Io ho profonda fiducia in voi. Non lo so cosa si dica dentro alle vostre case…cosa pensino e dicano i vostri genitori…i vostri fratelli…o meglio…lo posso immaginare…e non mi vergognerò mai di portare in classe, a voce alta, il mio pensiero…un pensiero di pace e fratellanza…perché è solo con una politica di pace che la Bosnia Erzegovina, un Paese che è appena nato…potrà crescere, svilupparsi e prosperare come un Paese occidentale, dove vigono diritti e doveri e senso civico da parte di tutti…

I ragazzi si troveranno a vivere situazioni estremamente dolorose, al contatto con violenza e soprusi contro i più deboli, soltanto l’amicizia, il più puro e vero dei sentimenti, riuscirà a sconfiggere il male dell’umanità.
Ogni personaggio possiede i propri tratti che lo caratterizzano e lo distinguono dagli altri, creando una miscela variegata e a tratti bizzarra.
Ognuno di loro dona al lettore un piccolo insegnamento di vita, di coraggio e di forza, perché in fondo la speranza è il sentimento più duro da abbattere.

Il terrore fa tremare. Scuoia la pelle e scopre i nervi. E allora anche una carezza fa paura. Si diventa soli. Meschini. Pazzi. Ed è in quella direzione che la prigionia li avrebbe condotti, prima della morte.

Tutti i personaggi che vengono presentati al lettore nel corso della storia rappresentano tutte le sfumature di una società dominata da un clima di ansia e terrore, dove il più debole viene sottomesso tra dolorose crudeltà e scomode verità.

Il libro si può facilmente dividere in più parti: nella prima si fa la conoscenza di quelli che saranno i nostri compagni di viaggio, coloro che vengono travolti dagli eventi alla quale prenderanno parte in prima persona. Il viaggio continua alla scoperta delle atrocità che li attendono, le punizioni inflitte da esseri malvagi e meschini.
Inizia così il viaggio di Jelena, Zlatan, Milorad, accompagnati dalla mansueta eleganza del lupo, alla ricerca di Emina e Faris per tentare di salvarli e condurli, ancora una volta, a casa.

Attraverso una narrazione delicata ma allo stesso tempo cruda e semplice le pagine prendono vita in un’avventura dove l’amicizia sarà il punto cardine.
Ringrazio gli autori, Luca Leone e Daniele Zanon, e la casa editrice Infinito edizioni per avermi dato l’opportunità di scoprire una storia intensa e ricca di emozioni.

Buona lettura!





Gli autori.
Luca Leone (1970), giornalista professionista ed editore, è laureato in Scienze politiche. Ha scritto per molte testate. Ha firmato una ventina di libri; tra questi, per Infinito edizioni, ama ricordare: Srebrenica. I giorni della vergogna (2005); Bosnia Express (2010); I bastardi di Sarajevo (2014); Srebrenica. La giustizia negata (2015); Eden. Il paradiso può uccidere (2016); Visegrad. L’odio, la morte, l’oblio (2017).
Daniele Zanon (1972), sceneggiatore e regista, collabora con molti studi di produzione video, tiene corsi di scrittura creativa nella realtà delle scuole medie e superiori e ha lavorato in ambienti educativamente critici come il carcere minorile e le comunità di recupero. Laureato in Scienze Religiose, insegna in un liceo della provincia di Padova. Con Infinito edizioni ha pubblicato Mass Games (2014), Nina nella grande guerra (2015), Il Battaglione Bosniaco (2016), L’oro del Congo (2017), Fuga dalla Corea del Nord (2018), L’ultimo barile (2018).

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