giovedì 14 settembre 2017

Recensione - L'egoismo del respiro di Giada Strapparava



L'egoismo del respiro
di Giada Strapparava

Editore: Sensoinverso Edizioni
Genere: Thriller
Data di pubblicazione: 15 gennaio 2017
Pagine: 357
Ebook: 4.99€
Copertina flessibile: 18.00€

Sinossi.
Colton Miller, trentaquattrenne senza famiglia né ricordi del passato, indole fredda, lucida e pragmatica, ci porta nel suo mondo, fatto di disprezzo per il conformismo e per le persone egoiste che fanno dell’immagine il proprio vanto, ma celano segreti viziosi e conducono una vita improntata all’ipocrisia.
Colton sfoga i suoi sentimenti di rabbia repressa e ribrezzo uccidendo, togliendo lentamente la vita, sentendola sfuggire tra le sue mani, carpendo ogni singolo istante degli ultimi respiri delle sue vittime.
Ma improvvisamente qualcosa irrompe nella sua vita, cambiando e scombinando i suoi piani: l’amore.
Pur continuando la sua attività di killer, Colton inizia a provare emozioni inaspettate. Al contempo ricordi dai contorni sfocati iniziano a emergere dal passato…
La sua esistenza poi prende un’ulteriore svolta quando da carnefice si ritrova coinvolto in un mistero dalle tinte drammatiche e cruente: Colton diventa preda, minacciato e spiato.


Recensione

Colton Miller nasconde un terribile segreto.
E' Colton, trentaquattrenne pragmatico e freddo, a raccontare in prima persona la sua drammatica storia. Prima bambino violento e crudele diviene un uomo senza ricordi, uno spietato assassino che nasconde alla società la sua malvagia indole dietro un muro di perbenismo e distacco.
Colton lavora come cuoco in un ristorante. I proprietari e i dipendenti diventano per lui una seconda famiglia...o forse la prima, quella che non ha mai avuto.

Colton Miller era il mio nome, avevo trentaquattro anni e mi trovavo a Sacramento; una città statunitense, capoluogo della contea e capitale della California.
Si, mi trovavo, perché in realtà non avevo una dimora fissa. Non rappresentavo il classico individuo che tornava a casa la sera, cullato dal profumo di un pasto caldo e dall'affetto di una famiglia calorosa, che lo attendeva sulla soglia della porta per riunirsi in quel sacro nucleo d'amore e di bisogno.
No, io ero racchiuso nella mia sfera d'odio e presunzione. Credo che nessuno possa capire il mio egocentrismo, ma cosa posso aspettarmi da un ammasso di lobotomizzati, che non fanno altro che seguire uno schema prefissato: crescere responsabili. lavorare e creare profitto. Andare quindi in chiesa e sposarsi con una donna per sfornare una schiera di rampolli. che rappresentano solo il prodotto dell'ignoranza e del conformismo sociale.



L'uomo ama sfogare la sua rabbia sulle sue ignare vittime, strati repressi di frustrazione e crudeltà sotto una falsa identità, carnefice inaspettato quanto terribile.
Il suo doloroso passato e la sua malattia sono le motivazioni con le quali giustifica i suoi omicidi, una sorta di vendetta contro un mondo ingiusto.

Uccidere per me era un'arte, pura arte. I pittori si sentono soddisfatti nel dipingere l'evolversi di un puro ramoscello d'ulivo, i fotografi si sentono compiaciuti nel catturare una goccia d'acqua cadere al suolo in una fredda giornata di novembre, mentre io mi sentivo pienamente gratificato nel rumore delle ossa sbrecciate sotto le mie dita.

Tutto cambia però quando nella sua vita entra a far parte l'amore, visto negli occhi della giovane Sarah.
La donna infatti diviene il motivo per la quale Colton inizia a interrogarsi, a chiedersi se, senza di lei, la sua vita può ancora avere un senso. In Sarah l'uomo trova tutto l'affetto, tutto l'amore che non ha mai avuto nella sua vita.

Strane minacce inoltre incombono sulla cittadina di Sacramento. C'è un serial killer violento, che non è Colton, che si aggira indisturbato...
Colton si sente minacciato: uno scambio di ruoli che lo rende estremamente insicuro, incapace di vivere la propria vita con la stessa calma e con lo stesso sangue freddo che hanno contraddistinto la sua quotidianità. L'uomo teme per i suoi cari, ha la perenne sensazione di aver messo a rischio la loro vita soltanto perché hanno scelto di fare parte della sua esistenza.
E' questo il punto di svolta per l'uomo: le sue domande non trovano una risposta rendendolo insicuro, fragile, debole.

La psicologia di Colton, uomo solo e perso in sé stesso, viene analizzata minuziosamente e messa a nudo, rivelando un personaggio complesso, ricco di sfaccettature.

Mi esaltava questo "essere nessuno", mi garantiva la più totale incolumità. Mi sentivo come una di quelle foglie dorate d'autunno: precipitavo sul terreno umido, provocando un soffice rumore, e poi lasciavo che il vento trasportasse la mia essenza leggera. Non conoscevo la mia meta e nemmeno la mia origine, ma sapevo che ero stato creato per vagare come una foglia nei marciapiedi, nelle strade e nei parchi, aspettando solamente la neve.

Attraverso uno stile semplice, a tratti cruento, la storia prende vita in un intreccio di storie, misteri e apparenze.
L'elemento che caratterizza la storia è il fatto che la maggior parte dei personaggi nasconde un segreto, una parte nascosta di sé che si cela soltanto nel momento di maggiore tensione e suspance.

Ringrazio l'autrice, Giada Strapparava, per avermi dato l'opportunità di leggere la sua coinvolgente quanto terrificante storia, alla scoperta di un personaggio così variegato com'è quello di Colton.

Votazione
4/5

Buona lettura!



L'autrice.
Giada Strapparava nasce il 21 Giugno del 1994, in provincia di Verona dove lavora come operatrice del benessere. È una grande appassionata di criminologia, mentalismo, medicina legale e naturopatia. Profondamente amante della scrittura e della lettura sin da bambina. Pubblica la nuova edizione de “L’egoismo del respiro” il suo romanzo d’esordio scritto nel 2012 e pubblicato nel Dicembre 2016 con “SensoInverso Edizioni.” Sempre con questa Casa Editrice a Febbraio 2016 rientra nei vincitori del concorso “LuceNera” con il suo “Sorriso Affamato” il quale viene pubblicato in un’antologia di racconti e a Marzo 2017, dopo tre mesi dalla pubblicazione “L’egoismo del respiro” si conquista il secondo posto al concorso letterario “IO SCRIVO” indetto da “Il Giallista.”

Mentre il suo secondo romanzo ( concluso a Maggio 2016 ) è preso in carico da un’agenzia letteraria, è concentrata a frequentare dei corsi di studio. Attualmente è impegnata in “Psicologia Criminale di Primo Livello” per poi proseguire con “La psicologia del disegno infantile” Nozioni e conoscenze teoriche che le serviranno per la stesura del suo terzo e prossimo romanzo.


Nessun commento:

Posta un commento

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...