mercoledì 2 agosto 2017

Vivere militare est di Federica Pittau | Recensione



Vivere militare est
Vivere significa combattere
di Federica Pittau

Editore: Book Sprint Edizioni
Pagine: 86


L’opera narrativa parla della vita di una giovane ragazza di nome Erin, partendo dalla sua nascita fino al compimento dei vent’anni. Il racconto si svolge inizialmente nel suo paesino di origine, per poi spostarsi dopo il diploma in città. L’obiettivo di Erin è quello di realizzare i suoi sogni nonostante ci siano delle diverse complicazioni nel corso della sua vita. L’ostacolo principale è il conflitto continuo con la madre, che fin dalla nascita non la riconosce come una figlia ma come un errore, cosa che la condizionerà fin quando non capirà che portare rancore la allontana dai suoi sogni. Si trova davanti a delle scelte molto importanti per il suo percorso, che la porteranno dal malessere fisico a quello psicologico. Costretta a vivere senza “affetto” da parte della madre e con il dolore dovuto alla perdita di alcuni pilastri della sua vita, decide di non abbandonare i suoi sogni e di continuare a combattere. Questo per dimostrare a sé stessa, ma soprattutto alla madre, di essere migliore e che nonostante tutto se ci si impegna davvero è possibile per chiunque essere una “brava” persona.


Recensione

Vivere militare est, il senso del libro è racchiuso tutto nel titolo, d'altra parte è questa la sua funzione, ma in questo caso è reso ancora più incisivo dalla scelta dell'utilizzo del latino. "Vivere significa combattere" e spesso la vita è una guerra contro la vita stessa, le avversità che ci troviamo a dover affrontare e lottare. Dalle difficoltà che tutti prima o poi ci troviamo davanti che ci sembrano insormontabili, a quelle che sono davvero insormontabili ma che riusciamo comunque a mettere nel bagaglio della nostra esistenza.
Lo sa bene Erin, la piccola grande protagonista del libro.
Vivere militare est è il racconto dei suoi primi 20 anni. Ognuno dei capitoli rappresenta una delle tappe che hanno segnato maggiormente la ragazza e che hanno contribuito a plasmare la sua personalità.
La sua vita si dimostra essere non semplice fin dall'inizio: il rapporto con i propri genitori, in particolare con la madre, influenzerà il suo comportamento nel rapportarsi con se stessa e con gli altri. Erin ha sempre la sensazione di non essere all'altezza, di essere sempre sbagliata ed inadeguata dai primi anni di scuola, fino a quelli delle superiori. Il suo percorso si dimostra essere molto tortuoso e sono tanti gli ostacoli che deve superare. Ostacoli non semplici da saltare e molti, al suo posto, si sarebbero ritirati ma Erin riesce a tirare fuori una grande forza e ad arrivare alla fine della gara anche e soprattutto grazie all'esempio delle persone che le sono state accanto ed è solo quando riesce a rendersi conto che non è sola ad affrontare le sue battaglie, mette fine alla sua guerra. 

Il messaggio che il libro vuole trasmettere è proprio questo. La vita è per tutti una guerra, ognuno di noi nel portare avanti i suoi sogni ed i suoi desideri, si scontra con qualcosa o qualcuno, l'importante è affrontare il tutto con la consapevolezza che non siamo soli. Anche nelle peggiori situazioni se sappiamo osservare bene intorno a noi, senza chiuderci in noi stessi, possiamo riuscire a vedere la mano tesa di qualcuno.
Una storia forte con temi altrettanto forti. Si parla di rapporti genitori-figli, di problemi alimentari, di perdite importanti, di lutti. 
La storia è interessante e le tematiche affrontate la rendono profonda e danno al lettore molti spunti di riflessione. Inoltre, nonostante Erin sia protagonista di una vita molto travagliata, risulta sempre molto veritiera, tanto da chiedersi se sia autobiografica. 
Lo stile di scrittura risulta molto scorrevole tanto che si riesce a leggere in un paio d'ore.
Ci sono però degli aspetti che mi portano che non mi hanno convinto totalmente. In alcuni punti sembra ci sia una semplice narrazione dei fatti senza implicazione da parte del narratore, quindi del lettore. Visti i temi è essenziale dare maggiore spazio alla parte emotiva della protagonista. Inoltre, ci sono molti personaggi che vengono citati durante il racconto e, se si esclude la protagonista ed altri due o tre personaggi principali, rimane poco di tutti gli altri. Il risultato è che spesso ci si confonde con i vari nomi e le diverse situazioni che vive la protagonista. Una maggiore caratterizzazione avrebbe portato ad un maggiore coinvolgimento. 
Nonostante questi punti, rimane in ogni caso un buon esordio letterario per una giovanissima autrice. Sono sicura che lavorandoci su, Federica Pittau continuerà a migliorarsi.


L'autrice. Federica Pittau (1997) si diploma al Liceo delle Scienze Umane di San Gavino. Studia all’Università di Cagliari, città dove attualmente vive.



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