martedì 11 luglio 2017

When they meet - La sovrana lettrice di Alan Bennett

Ciao lettori!!!
Dopo un bel po' di tempo, ecco un nuovo episodio della rubrica "When They Meet".



Perché proprio "When they meet"?
Molto spesso, leggendo libri o guardando film, capita che ci siano delle citazioni da libri, dalle canzoni, da film, e si crea così un intreccio di opere letterarie, musicali e cinematografie.
Ecco cosa succede "quando si incontrano" libri, musica e film.
When they meet è quindi una raccolta di tutte queste citazioni.


Il libro che vi presento oggi in questa diversa veste è La sovrana lettrice di Alan Bennett, che ho da poco finito di leggere. Una lettura estremamente ironica che vede come protagonista la Regina d'Inghilterra che scopre il piacere della lettura, dimenticando sempre più spesso i propri compiti verso i sudditi e verso il suo entourage.




"Mentre chiudeva il furgone e si allontanava, il signor Hutchings rifletté che un romanzo di Ivy
Compton-Burnett era una lettura piuttosto difficile. Lui si era sempre arenato, e pensò, a ragione, che prendere in prestito un suo libro fosse stata una sorta di gentilezza. La apprezzò: il Comune minacciava sempre di tagliare i fondi alla biblioteca, e la visita di una cliente così illustre (o utente, come dicevano loro) non gli avrebbe certo nuociuto."


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"Se Sua Maestà si fosse orientata su un altro macigno, per esempio un romanzo giovanile di George Eliot o uno degli ultimi di Henry James, nella sua qualità di novizia avrebbe potuto scoraggiarsi per sempre e la faccenda si sarebbe chiusa lì. Avrebbe pensato che leggere era un lavoro."



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"Nemmeno il signor Hautchings seppe aiutarlo molto, ma quale possibile argomento di interesse gli suggerì i cani. A Norman venne in mente un libro che aveva letto e poteva fare al caso suo: La mia cagna Tulip di J.R. Ackerley. Il signor Hutchings era titubante, e osservò che l'autore era gay.
«Ah si?» disse Norman con aria innocente. «Non me n'ero accorto. Ma la regina penserà solo alla storia del cane.»"


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"Nel libro compariva anche E.M. Forster, con cui la regina ricordava di aver passato un'impacciata mezzora conferendogli il titolo di Companion of Honour. Timido e con la faccia da topo, aveva detto due parole in tutto e con una vocina talmente sommessa che le era stato quasi impossibile comunicare con lui. Seduto con le dita intrecciate come un personaggio di Alice nel Paese delle Meraviglie, non lasciò trapelare cosa gli passasse per la testa: così, Sua Maestà, leggendo la sua biografia, fu piacevolmente sorpresa nello scoprire che, molto tempo dopo, Forster aveva dichiarato che se la regina fosse stata un ragazzo si sarebbe innamorato di lei."


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"Se capitava che alla regina cadesse un libro sul tappeto, ecco che arrivava subito un cane ansioso di balzarci sopra, scrollarlo come un topo e portarlo in un remoto angolo del palazzo, dove si potesse felicemente farlo a pezzi. Aveva fatto quella fine Ian McEwan, benché avesse vinto il premio James Tait Black, e perfino A.S. Byatt. "


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"Le udienze finivano spaccando il minuto come un tempo. I rari intoppi accadevano quando uno dei sudditi confessava di avere un debole per Virginia Woolf o per Dickens, perché in entrambi i casi iniziava un'accesa (nonché prolissa) conversazione. Molti auspicavano un analogo scambio di idee menzionando Harry Potter ma in quel caso la regina (che non aveva tempo per quel genere letterario) subito replicava: «Si. Sto aspettando il momento giusto per leggerlo» e sorvolava in fretta."



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«Sono l'unica>> scrisse <<a voler dare una bella lavata di capo a Henry James
«Capisco l'ammirazione per il dottor Johnson, ma non ha scritto anche una quantità di pompose stupidaggini?».
Un giorno, all'ora del tè, stava leggendo Henry James quando sbottò: «E muoviti!»
La cameriera, che stava portando via il carrello del tè, disse: «Chiedo scusa, Maestà», e nel giro di due secondi era già schizzata fuori dalla stanza.
«Ma no, non tu, Alice» le gridò dietro la regina, addirittura rincorrendola sulla porta. «Non tu!»


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"La lacuna della regina su Proust, a differenza di quella del Ministro degli Esteri, era destinata a essere presto colmata: Norman andò subito a cercarlo su internet e, dato che il suo romanzo si componeva di 13 volumi, pensò che sarebbe stato la lettura ideale per le vacanze estive di Sua Maestà a Balmoral. Si poteva anche aggiungere la biografia di Proust di George Painter. La regina, vedendo allineati sul suo scrittoio i volumi con la sovraccoperta azzurra e rosa, pensò che avevano quasi un'aria commestibile, neanche provenissero dalla vetrina di una pasticceria."


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"Dato che l'essenza di Jane Austen stava proprio nella sottigliezza delle sfumature sociali, e che agli occhi della regina esse avevano ancora meno importanza che per il lettore comune, la lettura le riusciva particolarmente faticosa. I libri di Jane Austen erano praticamente dei trattati di entomologia; i personaggi non erano proprio formiche, ma alla regina apparivano così simili fra loro che ci sarebbe voluto un microscopio. Fu solo con l'approfittarsi della sua comprensione sia della letteratura sia della natura umana che essi acquistarono individualità e fascino."




Eeeee...eccoci alla fine di questo lunghissimo post!
Come potete ben immaginare un libro incentrato a sua volta sulla letteratura e su altri libri non può che non essere ricco di citazioni su scrittori, poesie ed opere varie. Io ne ho scelte soltanto alcune, quelle più ironiche e simpatiche per strappare un sorriso a chi ha deciso di arrivare fino in fondo a questo poema. XD

Voi avete già letto questo romanzo? Cosa ne pensate?
Buona lettura!






2 commenti:

  1. Ma che carina questa rubrica, ragazze! "La sovrana lettrice" mi è piaciuto moltissimo e mi ha fatto trascorrere qualche ora spensierata. Credo che sia davvero un gioiellino!

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  2. La sovrana lettrice è piaciuto molto anche a me, avrei voluto avesse qualche pagina in più!

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