lunedì 6 febbraio 2017

Piccole dosi - Borgo Propizio di Loredana Limone

Ciao a tutti Twinslettori!
Oggi, in questo nuovo post Piccole dosi, voglio citarvi parti di un libro che ho amato molto e che ho appena terminato di leggere. Sul nostro blog è già presente la recensione di Gioia, che potete leggere qui. Borgo Propizio è un paesino sperduto nelle campagne italiane, dove tutti conoscono tutti, dove i segreti non esistono e le novità sono accolte sempre con ritrosia.
I personaggi, buffi e bizzarri, sono l'anima del romanzo. Un romanzo reale, ironico, ricco e veloce da leggere.


L'appellativo Propizio, per una qualche derivazione latina, si riferiva al fatto che i principi lo avevano governato con gran fasto nei secoli passati, copiando gli antichi usi romani, consultavano il volo degli uccelli prima d'intraprendere qualcosa di importante, e il puntuale arrivo dei volatili da oriente era considerato propiziatorio. 
Ma, da che Marietta aveva memoria, sarebbe stato meglio chiamarlo Borgo Impropizio o Borgo Infausto, o come peggio si preferiva, tanto il paese era vittima della superstizione.
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Mariolina stava per dare in escandescenze ascoltando i pettegolezzi del giorno. Ma ci ripensò e interruppe la sorella.
<< Possibile che non abbiano nient'altro da fare che star lì a spiarmi? Comunque non me ne frega niente, non voglio nemmeno sapere chi. Voglio pensare a me. La vita mi sta dando un'occasione d'oro e io me la prendo. Eccome se me la prendo! L'amore mi è arrivato come una ventata! Che parlino, le pettegole invidiose, che me ne importa...>> disse Mariolina prima di iniziare a raccontare entusiasta.

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La strada che conduceva a Borgo Propizio girava intorno alla collina tra alberi e vigneti. In novembre, la prima volta che Belinda l'aveva vista, era un tripudi delle stupende, calde tonalità autunnali: l'amaranto che andava a tuffarsi nel giallo che si nascondeva nel bruciato che ricompariva in pennellate vermiglie che si dissolvevano nel verde, qui chiaro, lì scuro.
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Le curve erano dolci tra le colline inghirlandate da vigne e già si vedevano le torrette del castello, romanticamente cadenti. L'aria che si respirava nei dintorni e nel borgo sapeva di antico, di storie di dame e cavalieri, di biancheria inamidata, di pani fragranti fatti in casa; forse anche di figure muliebri vestite di nero che camminavano con grosse giare sulla testa. Corpi senza età su sentieri ciottolosi ed eterni.
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<< Life is just what happens to you while you are busy making other plans>> canticchiò Belinda sottovoce e, allo sguardo stupito di Mariolina: << La vita è proprio ciò che ti accade mentre sei occupato a fare altri progetti >> filosofeggiò, traducendo John Lennon.
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Sei lo scrigno dei miei segreti, delle mie notti, dei miei giorni. La compagna delle mie ore infinite, delle mie dolcissime albe e dei miei tormentati tramonti senza colore. Sei la donna che ho sempre amato; sei il pane che sfama l'anima, la terra feconda sui cui sentieri vado a cercare ristoro nelle mie sere solitarie. Pensando solo a te, sempre a te, che sei tutto ciò che voglio.
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Il vizio di tenere un libro in borsa, indipendentemente dalle dimensioni di quest'ultima, Claudia non se lo sarebbe tolto mai. Bulimica di libri, leggeva ogni attimo possibile, in qualunque angolo fosse. Trovava che i libri offrissero una sponda all'esistenza, che servissero a ridefinire gli orizzonti, tutti senza distinzione.
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La vita passa in fretta, per i luoghi come per le persone, perciò dovremmo sapercela godere, senza sprecare e senza rimandare alcunché. Si sa, non dico nulla di nuovo. Ma forse si: apprezzare il valore delle piccole cose per potervi costruire sopra quelle grandi.


Buona lettura!


2 commenti:

  1. Ciao Debora, mi piace tantissimo l'idea di far assaggiare in piccole dosi agli altri utenti, un romanzo che a te è piaciuto. Deve essere stata una lettura molto piacevole da quel poco che ho potuto leggere. Un bacio :)

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    Risposte
    1. Ciao Annamaria, sono contenta che qualcuno apprezzi questa rubrica. *-*
      Si, un libro divertente e ironico, a tratti quasi surreale. :)

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