mercoledì 28 dicembre 2016

When they meet - Non dirgli che ti manca di Alessandra Angelini

Ciao twinslettori!
Dopo parecchio tempo ritorno con un post dedicato a questa ricca rubrica, When they meet. Una rubrica in cui cinema, musica e letteratura si mescolano, creando un intreccio di creatività ed arte.
Oggi vi parlo di Non dirgli che ti manca di Alessandra Angelini, una lettura leggera, intensa e ricca di sentimenti.



Uno, due, un-due-tre-quattro! Il batterista diede l'attacco e iniziarono alla grande con una canzone dal ritmo incalzante, che mi ricordava Basket Case. Morivo dalla voglia di andare in mezzo al pubblico. Non riuscivo a stare ferma.


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Lungo il locale si riaccesero le luci, dalle casse diffusero la registrazione di un vecchio pezzo degli Iron Maden. Lo spettacolo era terminato.

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<< Denis era davvero contento?>>.
<<Oddio! Sei arrossita. Voi due siete come la Bella e la Bestia>>.
Scoppiò a ridere di gusto, le lacrime agli occhi.


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Mi guardavo intorno come un cucciolo curioso. Sotto la luce artificiale le facciate delle case si vestivano delle tonalità del marrone, con caratteristiche sfumature arancioni. 
<< Con quei lampioni sembra l'ambientazione di un film di Pasolini>>, dissi, la mano sul vetro freddo che faceva da lente.



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<<[...]Da allora siamo inseparabili. Chi l'avrebbe mai detto, tre veneti e un calabrese>>.<<Detta così sembra uno sketch di Aldo, Giovanni e Giacomo, ma tra voi c'è sintonia.>>



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Dagli altoparlanti la voce di Johnny Rotten andava a sfumare sulle note di God Save the Queen.
Sorrisi, girando tra le mani la custodia del vinile.


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Denis mi accarezzava i capelli, canticchiandomi un motivetto contro l'orecchio.
<<Pet Sematary?!>>. Ci avevo messo un po', ma finalmente avevo realizzato di cosa si trattava.
<<Ti pare la canzone per calmare un attacco di panico?>>



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Iniziai ad aggirarmi confusa per l'appartamento quando, dai ripiani sotto le vetrate, copie dei romanzi della Oates, Tolstoj e Saramago sistemati a caso attirarono la mia attenzione.
Quelli erano i miei libri. Ne ero certa.







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Mi girai per chiedergli una spiegazione, quando notai alla parete una riproduzione del Bacio di Klimt identica a quella acquistata per il mio appartamento.
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<<La prima volta ho avuto la tua stessa idea, all'uscita ero fradicia di sudore e fuori si gelava. Il giorno dopo ero a letto con un febbrone da cavallo.>>
<<Almeno ne è valsa la pena?>>
<<Ai tempi pensavo di si. Ci andavo pazza>>.
<<Nome, forza>>.
<<Ligabue>>, confessò dopo qualche esitazione. <<Ero molto giovane.>>


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Col suo premio stretto in mano e un sogghigno sulle labbra, Julien prese la via delle vetrate sulle note di Stand by Me dei Pennywise. Quell'aggiunta alla playlist era stata una delle prime cose a farmi sentire a casa.



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<<Insistente la ragazza>>. 
<<Puoi dirlo forte, non capisce il significato di un no>>.
Non era ancora il momento delle spiegazioni ma la complicità c'era ancora. Non era mai svanita.
<<Fa molto Attrazione fatale>>, sghignazzò Caterina, sciogliendosi poco a poco.




Buona lettura!






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