venerdì 9 dicembre 2016

Recensione - La cifra corretta di Simone Palmanti



La Cifra Corretta
di Simone Palmanti

Lettere Animate editore, settembre 2016, 
pagg 108, Link Amazon: La Cifra Corretta su Amazon


Sinossi. Un ragazzo, alla ricerca di una verità importante, incontra qualcuno che cambierà per sempre la sua vita, rubandogliela.
Come spesso accade, il destino, attraverso accadimenti inattesi e percorsi imprevedibili, fa incontrare persone che in altre circostanze non ne avrebbero mai avuto l’occasione.
Con motivazioni differenti, due fratelli altoatesini, una improbabile coppia ispano-ligure di sconclusionati investigatori, un tranquillo impiegato di una azienda di trasporti internazionali ed una rampante ragazza dai capelli rossi, devono unire gli sforzi per scoprire il motivo di un omicidio camuffato da suicidio.








Leggendo la sinossi, potreste già intuire che La cifra corretta non sia il solito thriller. Se così non fosse vi basterà sapere che ai toni cupi e oscuri a cui richiama il genere, si fa spazio l'umorismo. Se dovessi utilizzare una sola parola per descrivere questo romanzo, utilizzerei senza ombra di dubbio "piacevole".
La cifra corretta, prima ancora di essere un buon thriller è infatti una lettura molto gradevole: alla suspense e alla curiosità di scoprire la verità è accompagnata l'ironia data dai dialoghi che si scambiano i protagonisti, a volte molto sarcastici e dalle situazioni, talvolta esilaranti, in cui si ritrovano i personaggi. Sono proprio gli attori che prendono parte alle vicende narrate uno dei tre punti forza del libro. Infatti, seppur non delineate nel dettaglio, sia fisicamente che caratterialmente, le loro personalità sono ben distinguibili.
Jonas è il personaggio intorno al quale si sviluppano i fatti narrati. Alcune persone si ritrovano ad indagare sulla sua morte, classificata come suicidio. Arriviamo quindi al secondo punto forza: il modo in cui avviene la narrazione.
Ogni capitolo non ha un vero e proprio titolo ma struttura che si ripete. Un esempio:

"Imola, 1 ottobre 2012 ore 13:53 CEST"

Un'ottima idea per far capire subito al lettore dove ci troviamo e quando avviene ciò che è narrato nel capitolo. Inizialmente potrebbe sembrare caotico riuscire a capire chi siano i protagonisti del capitolo,. ma preseguendo con la lattura prendono piede di volta in volta i vari personaggi. Ci sono infatti nella storia diversi pusi alternano con la narrazione:
Antonio e Raffaele sono due investigatori e l'accoppiata genovese/spagnolo è decisamente vincente! I loro dialoghi sono esilaranti! Essendo appunto investigatori sono chiamati ad indagare sul caso di Jonas ma non sono gli unici perché la sua morte appare dubbia anche a chi era conoscente del ragazzo: Gunther e Ferdinand, sono due fratelli, in seguito ad un incidente Ferdinand non può più essere lasciato solo ed il fratello maggiore di 5 anni, non lo abbandona mai. Aloise, la sorella di Jonas è loro amica ed è proprio lei a chiedere loro di aiutarla a scoprire la verità.
A queste due tracce se ne aggiunge una terza che differisce dalle altre essendo l'unica ad essere narrata in prima persona da Palmieri, un collega di Jonas, il suo compagno di scrivania. Viene quasi incastrato dalle "alte gerarchie" come le chiama lui stesso, dell'azienza in cui lavora, ad occuparsi delle relazioni con le autorità e con la famiglia di Jonas. Anche lui si ritroverà nel bel mezzo delle indagini, accompagnato da Milena Zauli. 
Le varie investigazioni si intrecciano durante la narrazione.  Come è prevedibile che sia, i personaggi si ritroveranno nella stessa scena ed è in questi casi particolari che risiede la parte interessante poiché il lettore ha una visione a 360°. 
Grazie allo stile diretto dell'autore che descrive situazioni ed ambientazioni senza andare nel dettaglio, prediligendo il dialogo tra i personaggi, la lettura è molto scorrevole. Il romanzo è abbastanza breve, è costituito infatti da poco più di 100 pagine. Nonostante questo la storia è ben delineata anche se forse sarebbe stato opportuno dare maggiore spazio alla delinealizzazione di alcuni personaggi.
Un ultimo punto a favore del libro è il fatto che ci sia un messaggio. Quante morti bianche sono in realtà "nere"? Il libro pone l'attenzione su un problema purtroppo attuale, quello del lavoro in nero. Per molte aziende, i profitti ed i propri interessi sono le uniche cose che contano a discapito delle vite dei loro operai, siano essi extracomunitari e non, quando l'unica cosa che veramente si richiede, è un po' di dignità!
I personaggi si prestano molto bene a far parte di una serie di libri a loro dedicati, spero quindi di rileggere presto qualcosa di Simone Palmanti che ringrazio per avermi dato l'opportunità di leggere questo suo primo lavoro!





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