giovedì 6 ottobre 2016

Recensione La ragazza del treno di Paula Hawkins


La ragazza del treno
(The Girl in the Train)
di Paula Hawkins

Traduzione di Barbara Portieri, Edizioni Piemme
23 giugno 2015, Pagg.306
 9,99€ (ebook); 16,50€ (cartaceo)

La vita di Rachel non è di quelle che vorresti spiare. Vive sola, non ha amici, e ogni mattina prende lo stesso treno, che la porta della periferia di Londra al suo grigio lavoro in città. Quel viaggio sempre uguale è il momento preferito della sua giornata. Seduta accanto al finestrino, può osservare, non vista, le case e le strade che scorrono fuori e, quando il treno si ferma puntualmente a uno stop, può spiare una coppia, un uomo e una donna senza nome che ogni mattina fanno colazione in veranda. Un appuntamento cui Rachel, nella sua solitudine, si è affezionata. Li osserva, immagina le loro vite, ha perfino dato un nome: per lei, sono Jess e Jason, la coppia perfetta dalla vita perfetta. Non come la sua. Ma una mattina Rachel, su quella veranda, vede qualcosa che non dovrebbe vedere. E da quel momento per lei cambia tutto. La rassicurante invenzione di Jess e Jason si sgretola, e la sua stessa vita diventerà inestricabilmente legata a quella della coppia. Ma che cos'ha visto davvero Rachel?

Nelle mani sapienti di Paula Hawkins, il lettore viene travolto da una serie di bugie, verità, colpi di scena e ribaltamenti della trama che rendono questo romanzo un thriller da leggere compulsivamente, con un finale ineguagliabile.

Recensione
 
Bene...devo ammetterlo. Ho iniziato a leggere questo libro in quanto tutti quelli che conosco, ogni blog o sito online lo consiglia.
Nonostante non ami molto il genere thriller ho deciso di dargli una possibilità.
Lo consiglio? Ni. Mi spiego meglio.
Il libro si divide in capitoli, è una specie di diario multiplo. Le protagoniste sono tutte donne: Rachel, Megan e Anna raccontano le loro vite, che a loro insaputa, si intrecciano e si mescolano.
Rachel è una donna sola: è stata da Tom, suo ex marito, per gravi problemi di alcolismo. Rachel vede nel viaggio in treno per Londra delle 8.04 la sua unica possibilità di fuga. Le piace guardare il mondo dal finestrino del treno, le piace immaginare le vite degli altri. Quando il treno, ogni mattina, si ferma ad uno stop, Rachel è attratta da due figure, un uomo e una donna. Ogni mattina fanno colazione in veranda. Rachel è così attratta dalla loro vita che né immagina i contorni, le sfumature: arriva perfino ad attribuirgli un nome, Jess e Jason. Jess e Jason sono la coppia perfetta. Niente può essere più lontano dalla realtà.

Rachel
Venerdì 12 luglio 2013 Mattina
Sono sfinita, ho la testa pesantissima. Quando bevo, non riesco a dormire. Svengo per un'ora o due, poi mi risveglio, in preda al panico e al disgusto per me stessa. Se non bevo, la sera cado in un sonno profondo, una specie di letargo dal quale fatico a riprendermi, e il mattino seguente rimango intorpidita per ore, a volte per tutto il giorno.
La carrozza è vuota, nessuno si è seduto accanto a me, nessuno mi guarda, così appoggio la testa al finestrino e chiudo gli occhi. Lo stridore dei freni mi risveglia: siamo arrivati al semaforo.
[...] Strizzo forte gli occhi e Tom sparisce. Siamo ancora fermi al rosso. Vedo Jess in giardino, alle sue spalle c'è un uomo, appena uscito dalla casa.

I veri nomi di Jess e Jason sono infatti Megan e Scott. Megan ha dei disturbi psichici: nonostante ami suo marito, cerca sempre nuove fughe amorose. Fino a quando scompare. Nessuno sa dove possa essere finita: solo Rachel, in uno dei suoi viaggi in treno, l'ha notata la sera prima della sua scomparsa, sempre sulla stessa veranda, tra le braccia di un uomo, che non è suo marito.

Megan
Martedì 2 ottobre 2012 Mattina
[...]
Mi sono alzata nel cuore della notte; Scott dormiva e io sono uscita in terrazza, attenta a non fare rumore. Ho composto il suo numero e ho ascoltato la sua voce: all'inizio era impastata di sonno, poi più forte, diffidente, preoccupata e infine esasperata. Ho riagganciato, aspettando che mi richiamasse. Non avevo nascosto il mio numero, avrebbe potuto farlo ma non l'ha fatto, allora l'ho richiamato io: una, due, tre volte. Mi ha risposto la segreteria: un messaggio banale e professionale, che prometteva di ricontattarmi non appena gli fosse stato possibile.

La terza donna, Anna, è invece la nuova moglie di Tom, ex marito di Rachel. Anna, all'apparenza forte e sicura, è una donna debole ed insicura. Tutte le sue certezze vengono messe alla prova e crollano ogni volta che Rachel si presenta alla sua porta per chiedere spiegazioni a Tom.

Anna
Sabato 20 luglio 2013 Mattina
[...]
Quando ho deciso di trasferirmi a casa di Tom, tutti mi dicevano che ero pazza. Ma d'altra parte lo pensavano anche prima, avevo sbagliato a impelagarmi in una storia con un uomo sposato, che per di più aveva un'ex moglie decisamente squilibrata. Almeno su quello però ho dimostrato loro che si sbagliavano. Anche se Rachel ci procura un sacco di problemi, Tom ed Evie ne valgono la pena.

Non mi addentrerò nei particolari, in quanto potrei svelare cose e situazioni che potrebbero svelare colpi di scena.
Sinceramente mi sarei aspettata qualcosa in più. Il libro di per sé è avvincente, anche se si può facilmente arrivare a chi è il colpevole, ma manca di originalità e scade in alcune parti nella banalità.
Certe situazioni sono troppo surreali, troppe coincidenze. Tutte le protagoniste hanno dei problemi gravi nella loro vita, situazioni violente si ripetono senza sosta.
Apprezzo invece moltissimo la prosa scelta: i capitoli brevi e scorrevoli scritti in forma di diario aiutano nella lettura e nella comprensione.
Devo dire che, per quanto mi riguarda, è un romanzo che non ha lasciato il segno. Non mi ha trasmesso nessuna emozione, nonostante i temi trattati siano molto forti.
Il femminicidio, la violenza psicologica, i gravi problemi di abusi di alcol e droga si alternano per tutta la durata della storia.
Credo che sarebbe stato meglio concentrarsi su un singolo tema e svilupparlo al meglio.

E voi lo avete letto? Cosa ne pensate?
Buona lettura!
 
 
 


L'autrice. Paula Hawkins, nata il 26 agosto 1972, è una scrittrice inglese, conosciuta principalmente per il suo romanzo La ragazza del treno. E' nata ed è vissuta in Zimbabwe, fino a quando, nel 1986, all'età di 17 anni, si è trasferita a Londra e ha studiato all'Università di Oxford. Ha lavorato come giornalista per The Times. Nel 2009 Paula Hawkins ha iniziato a scrivere una commedia romantica con il nome di Amy Silver. Ma il suo successo arriva con il romanzo La ragazza del treno, un thriller che ha come temi principali la violenza domestica e l'abuso di alcool e droghe.


6 commenti:

  1. Continuo a sentire meraviglie di questo libro, devo dire la verità, e fa molto piacere leggere un parere più tranquillo, sincero e critico come il tuo c:

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  2. Ciao Debora, ho letto questo romanzo l'anno scorso: se da una parte è stata una lettura scorrevole, dall'altra l'ho trovato banale, troppo scontato e come hai scritto anche tu, connotato da troppe coincidenze, non mi sento di sconsigliarlo ma nemmeno di consigliarlo!

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  3. Ho letto questo romanzo qualche mese fa e non mi è piaciuto chissà quanto. Molto banale e prevedibile, nonostante io sia arrugginita con i gialli questo libro di giallo ha davvero ben poco! Sono d'accordo con te riguardo i molteplici temi...sostanzialmente si è parlato di tutto ma alla fine rimane ben poco.

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  4. C'è stato un periodo in cui questo libro era ovunque eppure non mi ha mai ispirata, dopo la tua recensione poi ne sono ancora più convinta

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  5. Ciao Debora! L'ho letto anch'io.. era ovunque e un'amica me l'ha prestato.
    Onestamente ne sono rimasta delusa. Mi aspettavo molto di più vista tutta la pubblicità.
    A metà libro avevo già scoperto il colpevole, e non c'era un solo protagonista che mi piacesse.
    Ho visto il trailer del film e penso sarà molto meglio del libro! :)

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  6. Ciao! Per me questo libro è stato un'enorme delusione, soprattutto per il finale prevedibilissimo (avevo già capito tutto qualche capitolo prima..

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