martedì 19 aprile 2016

Recensione Prima o poi ci abbracceremo di Antonio Dikele Distefano

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Prima o poi ci abbracceremo
di Antonio Dikele Distefano
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Editore: Mondadori
Data di pubblicazione: 16 febbraio 2016
Pagine: 157
Ebook: 6.99 €
Copertina rigida: 13.60€
 
 
"Ci sono persone che dopo un po', non riescono più a farsi ascoltare, anche se urlano, persone che non hanno più nulla da dirsi e continuano a stare insieme nonostante tutto, perché Credono nelle sconfitte incoraggianti. Che poi l'errore sta nel credere di essere simili solo perché si è stati vicini. Coppie che ricordano l'Inghilterra e l'Australia, paesi affini nelle tradizioni forse, nelle abitudini, dove si parla la stessa lingua, ma che si trovano comunque in due continenti diversi." Di questo parla Distefano nel suo nuovo romanzo: di Enrico e Irene, che provano a stare insieme, si dicono "ti amo" senza sapere davvero cosa significhi e restano sempre un passo indietro l'uno rispetto all'altro. E di Gianluca e Alda, i genitori di Enrico, due che si sono ostinati ad amarsi a tutti i costi, fino al punto di farsi solo del male. Per rendersene conto quando ormai è troppo tardi, quando l'amore si è trasformato in indifferenza, il suo contrario.
In Prima o poi ci abbracceremo, con le sue frasi brevi, musicali e cariche di immagini, l'autore compie "l'autopsia" di due storie d'amore disfunzionali. E nel ripercorrere le cause della loro morte cerca di capire la vera natura del sentimento che più ci tiene vivi: l'amore.
 
 
RECENSIONE
 
Prima o poi ci abbracceremo è sostanzialmente una storia d'amore. E di abbandono.
Enrico è innamorato da sempre di Irene, la ragazza mingherlina e sfuggente che gli fa notare per la prima volta Andrea, uno dei suoi due migliori amici, nel suo giaccone rosso vivo.
Enrico e Irene provano a stare insieme, a vivere la loro emozionante storia d'amore, fatta di rumorosi silenzi, eterni dubbi e intense passioni.
Questo è il passato.
Nel presente Enrico è a bordo del Regionale veloce 2122, Carrozza 2, posto 64. Enrico è diretto a Milano, dove Irene si è trasferita con Manuel, dopo la loro rottura.
Enrico vuole liberarsi del ricordo di Irene, della sua costante presenza, delle sue mancanze.
 
Io molte cose le dicevo per scherzo, per farti ridere: "Se ti diplomi con più di novanta, adiamo al mare, e se ti va restiamo lì tutta la notte a guardare le stelle". Tu mi prendevi sul serio. Eri uscita da quel liceo che odiavi tanto con novantuno. Quella mattina chiamasti me per primo. Io quelle parole non ricordavo nemmeno di averle pronunciate mentre tu ti aspettavi che mantenessi la promessa.

Poi non ci siamo parlati più.
Sono sul treno per Milano.
Arriverò tra un paio d'ore.
Il regionale è il mezzo più economico per raggiungerti a quest'ora.
E' un anno che non ti fai vedere e quando torni in provincia ti sottrai alle piazze dove puoi incontrarmi.
Ho passato un anno stazionario nello stesso sbaglio.
Di baci sulla fronte e amicizie pallide con cui parlare di te.
Sono stato male e immagino che tu non te lo sia mai chiesto.
L'ultima volta che ci siamo visti, hai fatto finta di non vedermi, spostando lo sguardo.
L'ho spostato anch'io.
Per un attimo ho avuto paura di ciò che sarebbe potuto accadere.
Mi hai guardata quanto bastava. Come tutte le volte prima, dopo che ti ho lasciata.
Che poi il problema non è stato lasciarsi ma lasciarsi andare, dopo.
Non è stato uscire, ma uscirne.
 
Ogni capitolo affronta una serie di ricordi del loro passato, dei loro sentimenti che cambiano costantemente, della crescita fisica ed emotiva dei due giovani che, ad un certo punto, si trovano ad essere estranei e distanti.
Il viaggio che Enrico fa, alla riscoperta di sé e dei suoi sentimenti, rappresenta la sua rinascita, la voglia di riuscire ad allontanarsi dal suo tormentoso passato a cui si trova costantemente legato e di riprendere in mano la propria vita.
Ma non sempre quello che vogliamo, anche con tutti noi stessi, succede veramente.
Lo stile dell'autore è schematico, semplice e fluido. Le frasi sono brevi, come a rappresentare l'eterno flusso di pensieri di Enrico.
L'amore però non è il solo tema affrontato: intorno ad esso infatti ruotano molteplici problematiche, giovanili e non, sui rapporti sociali, sulla violenza fisica e sugli affetti in generale.
Purtroppo però questo romanzo non mi ha convinto né coinvolto. L'ho trovato spesso ripetitivo e banale. Diciamoci la verità: quale ragazzo di diciassette/venti anni usa frasi estremamente filosofiche e complesse per esprimere il proprio sentimento?
Lo consiglio? No. Nonostante lo stile dinamico e veloce, questo romanzo non mi ha emozionato.
 
E voi lo avete letto? Cosa ne pensate?
Buona lettura!

 
 

L'autore.
Antonio Dikele Distefano è un ragazzo di origine angolana di ventitré anni, nato a Busto Arsizio. Nel 2015 ha pubblicato con Mondadori il romanzo bestseller Fuori piove, dentro pure, passo a prenderti!

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