venerdì 18 marzo 2016

When they meet - Favola di una falena di Alessio Del Debbio

Ehi ciao lettori,
vi ricordate di me? Sono "When they meet". Queste cattive delle Twins hanno deciso di riprendermi in mano dopo ben 4 mesi! Rendetevi conto...
Per chi non mi conoscesse, mi presento: sono una rubrica il cui scopo è quello di illustrare le varie citazioni che si trovano nei libri e che riguardano altri libri, film e l'Arte in generale. Non vi è ancora chiaro? Allora non vi rimane che leggere il post!



Molto spesso, leggendo libri o guardando film, capita che ci siano delle citazioni da o di libri, canzoni, film, e si crea così un intreccio di opere letterarie, musicali e cinematografie.
Ecco cosa succede "quando si incontrano" libri, musica e film.
 
 



 
 
Quest'oggi andiamo ad "analizzare" Favola di una falena, romanzo new adult, di Alessio Del Debbio. Potete trovare qui la mia recensione. Di seguito, invece, alcune delle citazioni presenti nel romanzo che ci aiutano, a modo loro, a capire un po' di più i protagonisti del romanzo!
 
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  Leonardo uscì dalla doccia canticchiando Boy  Band, il successo dei Velvet di quell'estate, felice per il pomeriggio trascorso con Jonathan. Come ai vecchi tempi. Quei tempi a cui facevano riferimento, senza accorgersi che ormai erano passati, che vivevano nel presente e sarebbe stato anacronistico continuare esasperatamente a farli rivivere.
 
 
 
 
Considerazione personale: Era il 2001 e....ERA IL 2001?! Cioè questa canzone ha 15 anni?? "soffro lo stress...io soffro lo stress..." Ve la ricordate vero? Non sono l'unica undicenne che quindici anni fa cantava questa canzone, vero?!
 
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Francesca sedeva nell'aula studio del Dipartimento di Italianistica dell'Università di Pisa, a leggere L'autunno del Medioevo, un affascinante saggio di Huizinga. Adorava la storia, come la letteratura, perché le permettevano di raggiungere mondi lontano che non avrebbe visitato mai.
 
 
 
 





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Il messaggio di Veronica la prese alla sprovvista. Mi sento come Jo March, le aveva scritto. Nient'altro. Qualcuno, forse, non avrebbe capito ma Francesca, che aveva letto Piccole Donne fino a saperlo a memoria (e che miracolosamente era riuscito a farlo leggere, e apprezzare, anche all'amica!), colse subito la citazione.
 
 
 



 
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(...)Indossò le babbucce e scese le scale, per andare a bere un bicchiere d'acqua, trovando suo padre sul divano, crollato di fronte alle repliche di Twin Peaks. Veronica spense la tv e lo coprì con una coperta, prima di sdraiarsi accanto a lui e abbracciarlo.
 

 
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Le luci soffuse, i camerieri in livrea perfetta, i forti aromi nell'aria fecero credere a Francesca di trovarsi in un caffè parigino a discutere con Monet, mentre Rimbaud componeva una poesia poco distante e Baudelaire disquisiva sulle mille sfaccettature dello spleen.
 
 

      
Monet, Rimbau e Baudelaire
 
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Ansimando, si sollevò dalla sedia, proprio mentre la porta si spalancava e Jonathan entrava a passo svelto, canticchiando una canzone dei Culture Club.

 
 
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Veronica era inquieta e neppure il film con Ben Affleck quella sera riusciva a distrarla. Lei e Frà sarebbero dovute andare con Luca a un aperitivo letterario, ma all'ultimo aveva preferito rimanere a casa a guardare Pearl Harbor e Francesca era rimasta a farle compagnia.







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Le parole di Monica, di qualche giorni prima, risuonavano ancora nella sua mente, assieme a una frase di Rosamunde Pilcher. "Abbiamo una vita sola. Nessuno ci offre una seconda occasione. Se ci si lascia sfuggire qualcosa tra le dita, è perduta per sempre".
 
 
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"Quel tizio si chiama Kazimir Malevič e ha fatto anche un Quadro Nero su Fondo Bianco. Ma a modo tuo sei un artista, nel consolare gli amici e renderli felici. In quello non ti batte nessuno."
 
 
 
 
 
 
 
 
 
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"No, chiude Lisa. Io vorrei andare al cinema, se finisco in orario. Danno Le due Torri e non sono ancora riuscito a vederlo." "Fan di Tolkien?", esclamò Francesca. "Chi non lo è?", rispose Valerio.
 
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(...) Turno di cui Francesca aspettava spesso la fine per parlare dell'ultimo libro letto che, al momento, era Chiedi alla polvere, di John Fante. E se la polvere avesse potuto risponderle, le avrebbe posto tante domande, soprattutto una. "Cosa devo fare?"
 
 
 
 
 
 
 
 
 
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La Golf di Laura scese rombando dal Monte Quiesa, lasciandosi alle spalle Viareggio e la costa. Bon Jovi, alla radio, cantava It's my life e Francesca, seduta al posto del passeggero, non poté fare a meno di annuire.
 
 
 
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 Allora, che ne pensate? Vi hanno un po' incuriosito queste citazioni?

3 commenti:

  1. C'è anche "Via" di Raf! Canzone della storia-non storia di Jonny e Luna (primo capitolo). :-)

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  2. Questa rubrica è fantastica, a me piace sempre un sacco andare a vedere di che libro/canzone/ecc. si tratta quando lo incontro in una lettura!
    Non conosco il libro in questione ma le citazioni sì, e quindi vi rassicuro che non eravate le uniche 11enni a cantare "soffro lo stress.. io soffro lo stress!" XD
    Sono passata di qua per farvi sapere che vi ho nominate in un link party, spero non vi dispiaccia.
    Qua il link: http://piccolemacchiedinchiostro.blogspot.it/2016/03/festeggiamo-insieme-il-primo-anno-di.html
    A presto!

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