giovedì 10 marzo 2016

Recensione - Il Patto di Vera Q

Ciao lettori!
Torno a parlarvi di un'autrice self: Vera Q. Qui vi avevo infatti parlato di Life, una sua opera precedente. Il suo stile mi aveva davvero molto colpito e mi ero ripromessa di leggere qualche altro suo lavoro per scoprirla un po' di più. Ma si sa come vanno queste cose, i libri da leggere sono tanti e...sono passati mesi! Così quando la stessa autrice ci ha proposto di leggere Il Patto, ho messo da parte il libro che stavo leggendo e mi sono immersa nella lettura.

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Il Patto
di Vera Q.
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Editore: Vera Q.
Data di pubblicazione: 20 febbraio 2016
Pagine: 55
Ebook: 1,21€
 
Sinossi. Nulla è più facile del complicarsi la vita. Eppure che senso ha vivere senza alcuna complicazione?
Il Patto racconta le vicissitudini di un uomo ordinario alle prese con un evento straordinario: assolvere un contratto stipulato con la Morte.
Ingarbugliato, già di per sé.
Rognoso, se a vestire i panni di quell'uomo c'è un prete: Don Pastorino.
Una storia di Coscienza. Una storia macchinosa, di sangue. Brutale.
E con l'unico cammino possibile: il più semplice.
 
RECENSIONE
 
Dando un'occhiata anche veloce al blog si riesce ad intuire i generi che prediligo. Rosa soprattutto, un po' di giallo, ma...il nero? Ecco, i romanzi di Vera Q sono la prova che il nero va bene su tutti!
Questo per dire che se non avessi letto Life, con una copertina come questa de Il Patto probabilmente mi sarei tenuta lontana dal libro (SBAGLIANDO!). Per quanto macabra e inquietante possa essere trovo sia perfetta per quello che rappresenta il libro.
 
Riva Marina è lo sfondo in cui vengono narrate le vicende. Una località che vive d'estate grazie al turismo. D'inverno è un paesino come tanti. E' qui che professa la sua professione Don Pastorino, il parroco della cittadina. "Un uomo comune, normale, uno. Altezza media, corporatura media" Settantatreenne, parroco per costrizione più che per vocazione. Ma anche le esistenze più comuni possono essere sconvolte. Così una sera primaverile Don Pastorino ha un banale incidente che però sta per costargli la vita. Invece del "suo" Dio gli appare la Morte ribadendogli la sua importanza
 
"Il Cosmo si nutre di morte, il Big Bang era una fine: la fine della Vita che rinasce da una morte. Per esistere c'è bisogno di morte, la vita deve vivere e morire per rivivere. Io preservo l'equilibrio"


190 secondi, questo il tempo che la Morte dà a Don Pastorino per decidere. E poi il Patto, una vita in cambio di un'esistenza, una sola, ma che sia decente.
Da questo momento Don Pastorino si trasforma nel pagliaccio, maschera per antonomasia. Don dovrebbe rappresentare l'amore per la Vita, la speranza, diventa invece una macchina di morte, spietato, meschino, diabolico. Vivo se uccide. E la Morte, l'Oscura, la Sinistra torna a fargli più volte visita, ogni volta per ricordargli il Patto, ogni volta sotto diverse forme. Come Eva, l'indimenticabile peccatrice bionda, prosperosa e con rossetto rosso.


«Conoscerai l'Inclemenza dell'Esistere.»
Ogni sillaba era un sibilo acutissimo. Contorceva le budella. Strappava.
«Ti obbligherò a restare a lungo» proseguì la Morte, implacabile, «spettatore e protagonista dello Strazio che ti corrode.»


Don Pastorino diventa vittima di se stesso, inseguito da un'invisibile polizia come se fosse la sua voglia di rivalsa, di distruzione, ad inseguirlo. Un cane che si morde la coda.

Vera Q. scava nell'animo umano, nelle sue paure, nelle insicurezze e lo fa con una narrazione decisamente incalzante resa ancor più suggestiva dall'utilizzo di frasi brevi. Il linguaggio che utilizza è semplice e ricercato al tempo stesso, quasi poetico. Una sua grande dote è sicuramente la scelta delle parole: poche ma quelle giuste, essenziali, senza tanti giri di parole. Ecco perché pur essendo un libro breve, risulta comunque intenso, ricco.
Confermo quanto scritto per Life. Lo stile dell'autrice rende i suoi lavori unici ed originali.


La lettura de Il Patto è avvenuta in un momento particolare, anche per questo, probabilmente la mia opinione non è del tutto lucida e ha scaturito in me più riflessioni di quante già il libro ne susciti di per sé.
Due sono le protagoniste di questo libro la Vita e la Morte. Bhe, la Morte, con "la falce rigorosa accanto" , è venuta a farci visita portando con sé mia nonna, Livia, come uno dei personaggi che vengono menzionati. Continuo, il via vai di gente in casa, e dalla bocca di tutti, nessuno escluso, un solo concetto "E' così...non possiamo farci niente" "E' una ruota che gira" "Siamo nati e dobbiamo pure morire"...
Sottinteso l'equilibrio perfetto ed inevitabile tra la Vita e la Morte, come se ci fosse un accorgo tacito tra le due sorelle che manda avanti l'universo. Ma cosa succederebbe se questo equilibro saltasse e se una, la più spietata, decidesse di prendere il sopravvento sull'altra? Ne Il Patto succede proprio questo.






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