lunedì 9 novembre 2015

Recensione - Ognuno potrebbe di Michele Serra

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Ognuno potrebbe
di Michele Serra
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Editore: Feltrinelli Editore
Data di pubblicazione: 8 ottobre 2015
Pagine: 152
Ebook: 9,99 €
Prezzo di copertina: 14,00 €

Perché la parola “io” è diventata un’ossessione? Perché fare spettacolo di ogni istante del proprio vivacchiare? Giulio non lo sopporta, e soprattutto non lo capisce. Si sente fuori posto e fuori tempo. Ma di questa sua estraneità non si compiace: sospetta di essere un “rompiballe stabile”, come lo definisce la fidanzata Agnese. 
In un’imprecisata pianura che fu industriale e non è quasi più niente, Giulio si aggira in attesa che qualcosa accada. Per esempio che qualcuno gli spieghi a cosa servono, se non a perdersi meglio, le rotonde stradali; o che qualcuno compri il capannone di suo padre, che fu un grande ebanista. Una bottega un tempo florida e adesso silenziosa e immobile, come un grande orologio fermo. 
Scritto quasi solo al presente, come se passato e futuro fossero temporaneamente sospesi, Ognuno potrebbe è il rimuginare sconsolato e comico di un vero e proprio eroe dell’insofferenza. Un viaggio senza partenza e senza arrivo che tocca molte delle stazioni di una società in piena crisi. Nella quale la morte del lavoro e della sua potenza materiale ha lasciato una voragine che il narcisismo digitale non basta a riempire.


RECENSIONE
 
Non è il primo romanzo che leggo di questo autore. Non so per quale motivo, ma ogni volta che "incontro" uno dei suoi libri sento l'istinto di leggerlo.
Questo in particolare mi ha incuriosito moltissimo per la cover scelta. Ho avuto la curiosità di capire quale storia si celasse dietro ad un'immagine così particolare e fuori dall'ordinario.
Ognuno potrebbe è la storia di Giulio Maria, il figlio "arrivato in ritardo" di Giulio e Maria. Giulio è un ricercatore: studia e analizza le esultanze dei giocatori dopo un gol. Giulio è il fidanzato di Agnese. Giulio si sente inadeguato, instabile, incerto.
Più che un romanzo è una riflessione sulla vita.

"La banalissima verità - così banale che quasi mi vergogno a dirla - è che non sono contento di me stesso. Proprio come dice la Oriani. Non mi piaccio. Le poche volte che perdo tempo a guardarmi alle specchio e a considerare come sono fatto vedo una faccia incerta, una persona sbiadita. Mi piace credere di essere silenzioso e riflessivo, ma sono solo sfuggente e inadeguato."

Giulio vive la propria vita nella speranza che qualcosa accada. I suoi pensieri, le sue paure e le sue insicurezze prendono vita pagina dopo pagina, rendendo il romanzo una raccolta di emozioni. Giulio sa che quella che vive non è la vita che vorrebbe, che gli anni sono trascorsi più veloci di quanto avrebbe voluto, che ogni cosa che ha costruito non lo soddisfa, che la città in cui vive e le persone che ha intorno non capiscono la sua insoddisfazione. 

"Potrei fare molto meglio. Ognuno potrebbe fare molto meglio. Prendevo la sufficienza, la salvezza, però appeso allo strapiombo, il minimo per campare con il minimo della fatica, con minimo prestigio e al minimo sollievo."

I rapporti che il protagonista ha costruito, con Ricky, suo collega di lavoro, con Agnese, sua compagna ossessionata dal suo smartphone, o con sua madre, non lo hanno aiutato a capire quale sia la sua aspirazione futura, non comprendono fino in fondo chi sia il vero Giulio.

"Hai un pessimo carattere, mi dice Agnese fermandomi la mano che sto per ficcare in tasca. Dunque adesso sappiamo di che cosa parlare: del tuo pessimo carattere. Non è un buon argomento di conversazione, le dico. Anzi, a pensarci meglio il solo vero argomento di conversazione dovrebbe essere: perché non siamo più capaci di mettere quattro parole in croce, magari guardandoci negli occhi?"

Ognuno potrebbe delinea uno spaccato di vita quotidiana, situazioni che, nel corso del tempo, ognuno di noi si è trovato ad affrontare.
La malinconia è il sentimento che attraversa tutto il libro, la paura del tempo che avanza.
Nonostante le poche pagine, non è sicuramente una lettura semplice. La sintassi e la prosa usata dall'autore evidenziano come sia uno scrittore navigato. 
Lo stile utilizzato però è in linea con l'argomento trattato e aiuta il lettore a capire come sia difficile e complessa la vita di ognuno di noi.
I pochi personaggi che compaiono nella storia sono ben caratterizzati: ognuno di loro ha atteggiamenti e comportamenti che lo rendono ben riconoscibile.
Lo consiglio? Tutto sommato si. Credo che sia un bel romanzo con un protagonista "reale".

E voi lo avete letto? Cosa ne pensate
Buona lettura!





 
L'autore. Michele Serra, nato a Roma nel 1954, ha cominciato a scrivere all'età di vent'anni sull'Unità. Dal 1997 scrive per Repubblica, mentre dal 2002 per l'Espresso. Come autore, ha scritto testi teatrali per Antonio Albanese, Beppe Grillo, Claudio Bisio, Milva e Andrea Brambilla. In televisione ha lavorato con Andriano Celentano, Gianni Morandi, Luciana Littizzetto e molti altri artisti. Da quattro anni è co-autore della trasmissione di Fabio Fazio "Che tempo che fa". Tra i libri pubblicati, Il ragazzo mucca (1997), Il nuovo che avanza (1989), Che tempo che fa (1999), Cerimonie (2002), Canzoni politiche (2000), Tutti i santi giorni (2006), Breviario comico. A perpetua memoria (2008), L'assassino (2013), Gli sdraiati (2013). 




1 commento:

  1. non ho mai letto nulla di questo autore .. forse dovrei iniziare!!! la copertina mi intimorisce un po' :P

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