giovedì 29 ottobre 2015

Recensione - La magica terra di Slupp di Antonia Romagnoli

Quando l'autrice, Antonia Romagnoli, ci ha proposto di leggere due suoi romanzi, Il segreto dell'alchimista e La Magica Terra di Slupp, senza indugio ho deciso subito di iniziare il secondo, incuriosita dall' "umoristico", in copertina. Come può un fantasy essere umoristico?
Non mi definisco una vera e propria amante del fantasy, sto iniziando ad avvicinarmi al genere piano piano, mi piace e vorrei davvero leggere di più a riguardo, ma a volte ho paura in incontrare romanzi noiosi e monotoni, con La Magica Terra di Slupp, è successo esattamente il contrario!
 


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La Magica Terra di Slupp
di Antonia Romagnoli
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Genere: Romanzo fantasy umoristico
Pagine: 164
Prezzo: 1,99€
Sinossi: La magica terra di Slupp è in grave pericolo: un misterioso e cattivo mago, il Signore delle Tenebre l’Oscuro Signore, ha deciso di conquistare il regno. Ha trasformato il re in un cappello, e ora è alla ricerca di una spada magica, usata da secoli come schiaccianoci, che nasconde un terribile potere: materializza i personaggi dei libri. Il suo obiettivo è utilizzare ogni forza del male letteraria per accrescere il proprio potere.A contrastarlo vengono inviati gli strampalati apprendisti maghi della scuola di Falconia, accompagnati da una fata molto svampita e dall’alter ego dell’autrice, che si improvvisa guida del gruppo.Il viaggio che essi compiono per recuperare e distruggere la spada è irto di pericoli: agli eserciti nemici e alla loro naturale incompetenza, si aggiunge il problema che i protagonisti sono pure scrittori e devono tenere a bada anche i loro personaggi, oltre a quelli che, da libri più noti, approdano a Slupp per caso o per sventura.Fra buffi colpi di scena, profezie strampalate e assurde battaglie, il perfido nemico sarà sconfitto… e anche l’amore trionferà. 

I personaggi, ispirati a un gruppo di scrittori “veri” e alle loro storie edite e inedite, raccontano fra le righe le avventure affrontate dagli autori esordienti, ironizzando sulle difficoltà che si incontrano sia scrivendo sia tentando di pubblicare i propri lavori
 
RECENSIONE
 
"La magica terra di Slupp" può essere considerato un fantasy classico a tutti gli effetti: ambientazioni, personaggi e situazioni richiamano al genere. Leggendo il romanzo però, ci accorgiamo che non è solo un fantasy ma possiamo considerarlo quasi una parodia di tutti gli elementi che caratterizzano un romanzo di questo genere. Sono gli stessi protagonisti che ce ne fanno rendere conto, attraverso le loro azioni e i loro dialoghi.
 
Morlok, però, rifiutò sia di partecipare che di offrire la stalla per il party: voleva godersi un bel bagno in tranquillità e solitudine, sapendo bene quanto, dopo le prime pagine, nei fantasy seri fosse difficile reperire adeguati strumenti per l'igiene personale.


Nel romanzo, un gruppo di apprendisti maghi è chiamato a salvare Slupp dal terribile Oscuro signore che, impossessatosi di una magica spada, è in grado di far apparire tutti i personaggi dei libri, anche quelli cattivi, ed è proprio di loro che si vuole servire per arricchire il suo potere.
I maghi dovranno affrontare un viaggio con tutte le prove che questo comporterà. Durante il loro cammino incontreranno i più disparati personaggi. A fare loro da guida c'è Ghidia, l'alter ego della scrittrice!
Questa la trama in breve, essenziale.
L'aspetto che però caratterizza il romanzo è appunto quello umoristico.
A partire dall'inzio: il libro comincia con un momento pubblicità: Le Croccolose, le unghie di drago al cioccolato, sponsor ufficiale del romanzo! Che ricorreranno durante tutta la storia e appariranno in ogni momento, anche in quelli più impensabili!
 
Numerose sono le citazioni ai grandi romanzi fantasy. Anche per me che sono una novellina del genere, è stato facile riconoscerle. Innanzitutto sono chiari i riferimenti a Tolkien e Il Signore degli anelli, qualcuno veramente comico. Forse rovinerò la sorpresa ai futuri lettori ma non possono non citare questo passo:

"Questi sono incanti malefici, rivolti contro di noi" sentenziava, esagitato, uno che doveva essere il bello della compagnia e se la tirava moltissimo, con le sue orecchiette appuntite e l'arco in spalla.
 
Insomma, è chiaro di chi si parla no?!



E poi riferimenti ad Harry Potter, Silente, La storia infinita e l'Infanta imperatrice e non mancano le citazioni ai cartoni animati, primi fra tutti i puffi (nella loro versione malvagia "alti poco più di due arance") e addirittura le Winx! E poi cosa c'entrerà mai "Montagne Verdi", la canzone?
Tanti quindi gli elementi che creano innumerevoli situazioni buffe, divertenti e simpatiche! A questi vanno aggiunti i riferimenti ai nostri giorni e un aspetto originale: i personaggi durante la narrazione conversano con l'autrice!
Quest'ultimo è uno degli aspetti che più mi ha colpito perché insolito e perché nella connessione che si crea tra personaggio e autrice si include anche il lettore, rendendolo partecipe, quasi complice, della narrazione.
Divertenti le situazioni in cui Morlok, uno dei personaggi principali, discute con l'autrice riguardo la sua eventuale storia d'amore!

[Questa me la paghi. Ho capito dove vuoi arrivare, vuoi affibbiare a me la love story! A me! E poi nudo nella vasca… ma insomma, che scena del cavolo mi hai rifilato?! Risposta dell’autrice: mi dispiace, ma il mio estro non ha freni. La scena l’ho vista così. Comunque c’è abbastanza schiuma. Non lamentarti o faccio andare via le bolle, vanno di moda i fantasy erotici, oggigiorno.
Morlok: no, per carità!
Autrice: va bene, cercherò di essere buona. Torna al lavoro, adesso.]

La narrazione è essenziale, le descrizioni non sono dettagliate e non si soffermano sui particolari e in diversi punti l'autrice decide di saltare alcuni passaggi, dichiarandolo chiaramente al lettore stesso. Nonostante questo la storia non perde di interesse, è come andare al nocciolo della questione senza troppi giri di parole, elemento, questo, che in genere mi fa indugiare davanti ad un fantasy e che in questo caso ho particolarmente apprezzato.

Ci sono però alcune note dolenti, ma non del tutto stonate, da considerare: l'elemento "personaggi". 
Nel romanzo non c'è un vero e proprio protagonista, anche se 4 o 5 hanno più spazio nella narrazione e vengono quindi considerati i personaggi principali. Il resto rimane un po' in penombra. Avrei preferito, quindi, un numero minore di personaggi con una caratterizzazione più forte: ho fatto fatica a ricordare i vari nomi e ad associarli alle loro caratteristiche, la stessa autrice ce li presenta un paio di volte nei primi capitoli. 
Se però si considera l'intento del romanzo questo aspetto è più comprensibile. Cerco di spiegarmi meglio.
Come si può leggere nelle ultime parole della breve sinossi all'inizio del post e nei ringraziamenti al termine del romanzo, i personaggi sono ispirati a persone reali, ad un gruppo di scrittori emergenti e non esistenti. Per questo credo che le loro personalità siano  sicuramente più comprensibili tra loro, che si conoscono già.
 
In questa chiave il romanzo assume un ulteriore significato. Oltre a quello chiaro ed evidente dell'intrattenimento e del divertimento, c'è sicuramente un messaggio più profondo. Il viaggio e le prove  che devono affrontare gli apprendisti maghi, scrittori anch'essi, diventano il cammino e le difficoltà che si trovano davanti gli autori di oggi, nel veder realizzati i propri sogni. Ecco allora che gli strampalati maghetti vengono "tormentati" dai personaggi dei loro stessi romanzi:
 
"Allora, la cavernicola alla lontana assomigliava un pochino a un personaggio di un mio libro. Ma solo un po'. " "Che c'è di strano in questo? Abbiamo incontrato un sacco di gente in questo viaggio" obiettò Fator.
"Ma ti pare normale che esca dai libri, questa gente?" face Gys.
"Boh, magari a Slupp sì." "E invece no! Slupp ha i suoi personaggi! Dai vostri libri non doveva uscire proprio nessuno!" tuonò Nadie.
 
Consiglio quindi La magica terra di Slupp agli amanti del fantasy, a coloro che, come me, si vogliono avvicinare a questo genere, sono sicura che riuscirà a strapparvi qualche sorriso!
 
 
 
L'autrice. Antonia Romagnoli è nata a Piacenza nel 1973.
Si dedica alla famiglia, che comprende un marito, tre figli e un gatto, e alla scrittura.
In modo amatoriale, si occupa anche di grafica web.
Ha esordito con alcuni racconti fantastici in riviste e antologie e ha collaborato per diversi anni con il quotidiano «La Cronaca di Piacenza» in veste di freelance.
Nel 2008 ha pubblicato il primo volume della Saga delle Terre, Il segreto dell’Alchimista, finalista al premio Italia 2009, a cui ha fatto seguito nel 2009 I Signori delle Colline, entrambi editi da L’Età dell’Acquario.
Il terzo volume, Triagrion, è stato pubblicato da Edizioni Domino nel 2010.
Con Domino ha collaborato in veste di editor e come curatrice della collana per l’infanzia.
Per lo stesso editore ha pubblicato anche due fiabe dedicate ai bambini delle prime classi elementari, La Stella Incantata e Il mago pasticcione e le lettere dell'alfabeto. Quest’ultimo libro è da poco uscito in nuova edizione presso Rapsodia Editrice.
A settembre 2015 ha pubblicato il fantasy umoristico “La magica terra di Slupp” in formato digitale su Amazon.
Ha in preparazione il prequel della Saga delle Terre, di prossima pubblicazione per Delos Digital, mentre a breve sono previsti in uscita gli altri due capitoli della trilogia presso lo stesso editore.
Sito web:
www.antoniaromagnoli.it
Blog:
www.antoniaromagnoli.it/write 
 

 



 


2 commenti:

  1. Il fantasy non mi delude mai, per un motivo o per un altro. Mi piacerebbe leggerlo :)

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