giovedì 17 settembre 2015

Recensione Uomini senza donne di Murakami Haruki

Titolo: Uomini senza donne
Autore: Murakami Haruki
Traduzione: Antonietta Pastore
Editore: Einaudi
Collana: Supercoralli
Data di pubblicazione: 16 giugno 2015
Pagine: 222
Ebook: 9,99€
Prezzo di copertina: 16,15€

Una mattina Gregor Samsa si sveglia in un letto e scopre con orrore di essersi trasformato in un essere umano. Non ricorda nulla della sua vita precedente. Che fine ha fatto lo spesso carapece che lo proteggeva? E perché adesso è ricoperto da questa sottile, delicata pelle rosa? Chi, o cosa, era prima di quel risveglio? Insomma, adesso Samsa dovrà adattarsi alla nuova e "mostruosa" condizione di uomo. Quando però alla sua porta bussa una ragazza il cui fisico è deformato da un'enorme gobba, Samsa dovrà fare i conti con qualcos'altro di sconosciuto: il desiderio e l'erotismo visto con gli occhi nuovi di chi sa andare oltre le apparenze. Habara, il protagonista di "Shahrazàd", è un uomo solo, confinato in una casa nella quale gli è vietato ogni contatto col mondo. Non sapremo mai perché, e in fondo non è importante: quello che sappiamo è che il suo unico svago sono le visite regolari di una donna misteriosa che lo rifornisce di libri, film...e sesso. Ma soprattutto gli racconta delle storie, proprio come faceva Shahrazàd. E in queste storie Habara si tuffa come un bambino, finalmente libero. Ecco, è proprio questo che vive il lettore di Murakami: la sensazione di inoltrarsi in un altro universo, di essere "come una lavagna pulita con uno straccio umido, libero da preoccupazioni e brutti ricordi". Almeno fino alla storia successiva.

Recensione.
Ammetto di non aver mai letto nessun libro di quello che è considerato uno dei più grandi autori di quest'ultimo periodo.
Ho scelto di iniziare proprio da Uomini senza donne poiché, essendo una raccolta di racconti, poteva darmi un'idea sullo stile di Murakami, senza dover concentrarmi su una storia con una trama ben più lunga e complessa.
I nomi, la cultura, la tradizione, l'ambientazione giapponesi non sono sicuramente il mio forte, non mi appassionano. Ma ho deciso di andare oltre le apparenze, cercando di capire se Murakami può essere un autore in grado di stimolare le mie letture future.

E se un demone dalle fattezze femminili facesse di tutto per venire a letto con noi? E se un marito decidesse di diventare amico dell'amante della moglie? E se Gregor Samsa si svegliasse una mattina trasformato in un essere umano?
Sette storie d'amore e di mistero. Perché d'amore e mistero è fatta la vita.

"A volte perdere una donna significa perderle tutte. Così diventiamo uomini senza donne".
Questo può considerarsi il riassunto dei sette racconti che Murakami raccoglie in Uomini senza donne. Storie di uomini soli, che hanno subito l'abbandono di una donna.
Storie di sofferenza e delusione, arricchite dal mistero tipico di questo scrittore.
Sette storie dal finale incerto, che lasciano un po' l'amaro in bocca. 

I ruoli si ribaltano: se nella credenza comune sono gli uomini a lasciare le proprie donne, le usano e le tradiscono, in Uomini senza donne sono gli uomini le vittime, quelli che mettono i propri sentimenti nelle mani sbagliate.
Ma non è l'amore il tema predominante. La cosa che salta subito agli occhi è la conoscenza di sé stessi, la volontà di scoprire un io interiore attraverso le proprie insicurezze, le proprie paure e solitudini.
I protagonisti dei racconti sono spesso surreali, a metà tra la realtà ed un universo onirico e surreale. Non esiste nessun confine netto tra ciò che è la verità delle situazioni e la fantasia che in esse traspare continuamente.
Questa mancanza di concretezza appare anche nel finale di ogni racconto. Non esiste una trama concreta e il finale non si "chiude", Murakami lascia che sia il lettore a dare una libera interpretazione.
I personaggi maschili sono ossessionati dall'universo femminile, amano le loro donne, le venerano, fino a diventarne succubi.


Quanto sia duro e doloroso essere uno degli <<uomini senza donne>>, solo gli uomini che hanno perso una donna lo sanno. Significa perdere quel fantastico vento da ovest. Venir derubati per sempre - migliaia di anni sono forse vicini all'eternità - del proprio quattordicesimo anno. Sentire lontano il canto triste e sofferente dei marinai. Mescolarsi con le ammoniti e i celacanti in fondo al mare. Telefonare a qualcuno poco dopo l'una di notte. Ricevere la telefonata di qualcuno poco dopo l'una di notte. Darsi appuntamento con uno sconosciuto in un punto intermedio tra la conoscenza e l'ignoranza. Mentre controlli la pressione nelle gomme, versare lacrime sulla strada arida.

Lo stile scorrevole e leggero rende il libro poco impegnativo e veloce da leggere. 
Nonostante non sia il mio genere preferito, mi ha davvero incuriosito. Credo che prossimamente proverò a leggere qualche altro romanzo di questo autore.


E voi cosa ne pensate? Lo avete letto?
Buona lettura!




L'autore.
Murakami Haruki è nato a Kyoto nel 1949 ed è cresciuto a Kobe. E' stato insignito di numerosi premi, tra cui il Franz Kafka Prize e il Jerusalem Prize. Presso Enaudi sono disponibili: Dance Dance Dance, La ragazza dello Sputnik, Underground, Tutti i figli di Dio danzano, Norwegia Wood (Tokyo Blues), L'uccello che girava le Viti del Mondo, La fine del mondo e il paese delle meraviglie, Kafka sulla spiaggia, After Dark, L'elefante scomparso e altri racconti, L'arte di correre, Nel segno della pecora, I salici ciechi e la donna addormentata, i due volumi che raccolgono la trilogia di 1Q84, A sud del confine, a ovest del sole, Ritratti in jazz, L'incolore Tazaki Tsukuru e i suoi anni di pellegrinaggio e Sonno.





3 commenti:

  1. Salve Debora, ho letto la recensione e devo dire che l'ho trovata precisa e ben fatta. Sono un patito di Murakami e se vuoi approfondire ti consiglio di iniziare con "Dance dance dance" , che forse non sarà il suo romanzo più bello ma sicuramente uno dei più rappresentativi. Complimenti per il blog!!

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  2. Salve Debora, ho letto la recensione e devo dire che l'ho trovata precisa e ben fatta. Sono un patito di Murakami e se vuoi approfondire ti consiglio di iniziare con "Dance dance dance" , che forse non sarà il suo romanzo più bello ma sicuramente uno dei più rappresentativi. Complimenti per il blog!!

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  3. Ciao, io di Murakami ho letto solo Norwegian Wood e L'arte di correre, ma direi che è un autore che non fa per me, lo trovo troppo naive per i miei gusti, mi sembra che voglia compiacere il lettore a tutti i costi.

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