sabato 1 agosto 2015

Recensione - Celeste 1872 di Ivano Mingotti


Titolo: Celeste 1872
Autore: Ivano Mingotti
Editore: AlterEgo Edizioni
Anno: 2015
Pagine: 160
Prezzo di copertina: 13,00€

Nel 1872, Sarah Briggs si trova a bordo della Mary Celeste, nave di proprietà del marito, salpata dagli Stati Uniti e diretta verso il porto di Genova. Accompagnata dal consorte e dalla figlioletta, Sarah, donna pia e devota, racconta in prima persona i lunghi giorni di navigazione in mezzo all’oceano, costretta a sopportare la convivenza con marinai sporchi e volgari. La tranquillità del viaggio viene presto interrotta dal manifestarsi di eventi inspiegabili: cosa rappresenta la luce accecante che puntualmente avvolge la nave? E perché, ad ogni apparizione, un nuovo membro dell’equipaggio scompare letteralmente nel nulla?

Celeste 1872 è un lungo viaggio verso Genova, ma anche il lungo viaggio dentro al cuore di una donna. Un romanzo introspettivo attraverso cui l’autore esplora l’anima femminile con delicatezza, alternando tempeste a momenti di bonaccia, raccontando così la vicenda della Mary Celeste, che può essere considerata a tutti gli effetti la prima nave fantasma della storia.

__________Recensione__________________________________________________

Non avevo mai sentito parlare della Mary Celeste ed è solo grazie all'autore che sono venuta a conoscenza della sua storia.
La Mary Celeste viene considerata la prima nave fantasma. Venne infatti ritrovata nel 1872 tra le coste portoghesi e le isole Azzorre. A bordo non venne ritrovato nessuno e mai si seppe quello
che successe ai passeggeri. La nave era capitanata da Benjamin Briggs con la figlioletta Sophia Matilda e la moglie Sarah al seguito.

Ed è proprio attraverso Sarah che noi veniamo immersi in questa vicenda.
Sarah si trova sulla Mary Celeste, la nave del marito, partita dagli Stati Uniti e diretta a Genova. Unica donna all'interno dell'equipaggio.

C'è una grande parte introduttiva in cui protagoniste sono le riflessioni della donna. Sarah infatti passa la maggior parte del tempo da sola e l'unica sua occupazione è quella di prendersi cura della piccola Sophia Matilda, nata da poco. Sarah la accudisce, la consola. Ma allo stesso tempo pensa all'altro suo figlio, lasciato negli Stati Uniti.
E fa una lunga riflessione su di sé, sulla sua fede, sul suo matrimonio, sui membri dell'equipaggio che rappresentano lo stereotipo del marinaio, rozzi, rudi, poco educati.


La protagonista è un personaggio molto particolare, è quello che noi conosciamo maggiormente perché attraverso i suoi pensieri siamo in grado di giungere fino alla sua anima. Nonostante questo è difficile però immedesimarsi in lei anzi a volte si prende le distanze dai suoi pensieri.
Sarah è infatti una persona molto pia e devota, non solo al Signore ma anche verso suo marito.  La sua mentalità è tipica del periodo storico in cui vive, lontana alla nostra epoca. E' solo ricordando ciò che si riesce a comprenderla.
"Io non lo condanno, e non l’ho fatto in passato, Signore; io sono una buona donna e una buona moglie e, quando il marito decide, è il marito a decidere. È pur vero, però, e me lo concederai, che Benjamin è tutt’altra persona col bicchiere in mano; è pur vero, Signore, che mai Benjamin alzerebbe le sue mani su di me da sobrio. Per capirci: mi ha molto sorpreso quando oggi ha osato mettere la sua mano sulla mia; non era certo un atto di violenza, sia chiaro, ma di spudoratezza; ed il mio Benjamin non è uno spudorato."
La sua unica consolazione: il mare. E' proprio quando si ritrova ad osservarlo che può liberare la sua mente.
Amore e timore insieme, guardando l'infinità del mare ha come una premonizione. Il viaggio è lungo e molte cose possono accadere prima di toccare terra.
 Eppure il mare è così calmo, ora, così denso in questa notte; così morbido che pare cullarci, portarci via dolcemente: come quando appoggio la mia bambina alla culla, ecco, lui appoggia noi sulle onde. Ma cosa ci aspetta, Signore, prima di arrivare? Quali pericoli dovrà affrontare questo lungo viaggio? Perché è impensabile che un intero oceano non ci dia altro che quiete, e lo so bene, più d’una volta mi è capitato di attraversarlo con Benjamin.  
Le sue inquietudini e i suoi timori si fanno sempre più forti fino a quando un avvenimento sconvolge la nave. Durante una tempesta un marinaio scompare. La colpa non può essere di certo della grande luce che è apparsa all'improvviso, bisogna trovare un colpevole per dare il "buon" esempio al resto dell'equipaggio e mantenere l'ordine. Viene scelto un uomo qualsiasi, forse quello più sfortunato e viene rinchiuso. Un uomo innocente viene condannato e Benjamin è complice di quest'ingiustizia.
Sarah non riesce a capacitarsi di ciò, comincia a dubitare fortemente sulla persona di suo marito, è come se fosse tre persone in una, non lo riconosce più.

D'ora in poi l'atmosfera si fa più cupa, quasi più inquietante. Le sparizioni continuano. E Sarah ogni volta si rende conto di quello che sta per succedere, lo sente, percepisce che sta per accadere di nuovo, che la luce sta per tornare. Ogni volta un passo in avanti verso la fine, Sarah ne è consapevole, e l'unico suo pensiero è sua figlia, deve riuscire a salvarla, anche a costo della sua vita.

La parte introduttiva è caratterizzata da periodi più lunghi che fanno risultare la narrazione più lenta. Mano a mano che si va verso la fine i periodi si fanno sempre più brevi rendendo la lettura molto più incalzante e descrivendo perfettamente l'angoscia, il terrore e l'ansia della donna.

Celeste 1872 è una lunga riflessione, un lungo flusso di pensieri della protagonista. Un racconto scandito dalle emozioni di Sarah: dolcezza, paura, angoscia, noia, coraggio, amore, rabbia, timore.
E l'autore riesce a trovare le giuste parole per descrivere ogni sensazione.
Sarah fa un viaggio, un'esplorazione dentro di sé. La vediamo cambiare, all'inizio è insicura, ha dubbi su tutto, fa un pensiero e subito chiede scusa al Signore, sembra quasi autopunirsi. Quando invece apre gli occhi, si rende conto di chi ha intorno, trova la forza in sua figlia fino a farsi coraggio per andare incontro al suo destino.


L'autore. Ivano Mingotti è nato nel 1988 a Desio (MB) e risiede attualmente a Macherio (MB). Ricopre la carica di presidente dell’associazione culturale LiberoLibro Macherio, nota nell’ambito brianzolo per l’omonimo concorso letterario e gli eventi culturali promossi. Conduce la trasmissione radiofonica BookExpress, cura la collana Nuove Luci per Amande Edizioni e lavora come traduttore editoriale. Ha già pubblicato: Storia di un boia (Kimerik, 2009), Solo gli occhi (Kimerik, 2010), Stati uniti d’aspirina (Zona, 2011), Sotto un sole nero (DeD’A, 2012), Nebbia (DeD’A, 2013), Il cenotafio di Simon Petit (Leucotea, 2014), Il paese dei poveri (Edizioni Rei, 2014).

http://ivanomingottiautore.com/
Pagina Facebook

Nessun commento:

Posta un commento

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...