venerdì 5 giugno 2015

When they meet #2 - Dimmi che credi al destino

E dopo un po' di tempo, ecco un nuovo episodio della rubrica "When They Meet".




Perché proprio "When they meet"?
Molto spesso, leggendo libri o guardando film, capita che ci siano delle citazioni da libri, dalle canzoni, da film, e si crea così un intreccio di opere letterarie, musicali e cinematografie.
Ecco cosa succede "quando si incontrano" libri, musica e film.
When they meet è quindi una raccolta di tutte queste citazioni.


Il libro che ho scelto è Dimmi che credi al destino di Luca Bianchini, che ho da poco finito di leggere, e che ho anche recentemente recensito.



Il romanzo è ricco di citazioni, aforismi e riferimenti a canzoni, opere letterarie e personaggi famosi. Ho deciso quindi di inserire solo alcune di esse! Ed ecco le citazioni che ho scelto:

 

Luis Sepùlveda

"Ornella amava leggere vicino alla finestra, sulla poltrona rossa a cui mancava un piede, che lei aveva sostituito con tre volumi di L'uomo che sussurrava ai cavalli. Iniziava spesso più libri contemporaneamente, e a volte faceva confusione con le trame, tipo che cercava l'assassino tra le pagine di Sepùlveda."






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"Ornella rivide quella giornata partita male e finita con le tisane drenanti. Il suo amato Italian Bookshop -che lei chiamava al maschile- non poteva certo chiudere. Perché Flask Walk non sarebbe più stata la stessa senza quella vetrina che ora rispettava il "percorso policromatico dello shopping inconsapevole". Perché gli italiani di Londra non potevano starsene a ordinare su Amazon, senza Ornella che cantava Perdere l'amore convinta che nessuno la sentisse."
 
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Fabio Volo
La prima a entrare, però, fu una ragazza italiana. Cercava qualcosa da leggere visto che le era piaciuto Fabio Volo, e Clara quelle che nominavano Fabio Volo le voleva ammazzare tutte. La fissò a tal punto che la ragazza iniziò a grattarsi la testa come se avesse i pidocchi. Fu in quel momento che arrivò Ornella.
"Allora ti è piaciuto Fabio Volo?"
"Tanto."
"Vedi? Era proprio il tuo libro...Adesso magari potresti provare a leggere qualche altro autore, cosa dici? I libri sono come gli amici, ogni tanto bisogna vederne altri."



 
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La libreria sembrava un negozio di stoffe che metteva tutti a proprio agio: né troppo grande né troppo piccola, con volumi accatastati ovunque e tanti angoli dove appartarsi. Sulla porta del retro c'era attaccato un poster di Aprile autografato da Nanni Moretti e dagli scrittori che erano passati da li.





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Ornella vide i libri intorno a sé e desiderò abbracciarli tutti con la musica di Ghost. Ma non aveva voglia di parlare del loro destino in quel momento, per cui non rispose. Cercò invece di dare una parvenza di ordine sugli scaffali, visto che era già ora di chiudere il negozio.


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Eugenio Montale
Paulo Coelho



Si sedette e aprì le poesie di Montale. Alcune erano così intense che le leggeva scandendole, come se dovesse imparare una lingua straniera. Ogni tanto chiudeva il libro e guardava l'orizzonte, e pensava che se a Verona il cielo fosse stato sempre così, forse la sua vita avrebbe preso un'altra direzione. Ma a diciott'anni la luce la devi cercare dentro di te, avrebbe detto Paulo Coelho.


 
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Invece quella sera versò tutte le sue lacrime sulla spalla della Patti. Si erano sedute allo Hawley Arms, il pub dove andava sempre a bere Amy Winehouse. Se sei passato indenne alla droga, i tossici ti faranno sempre un po' pensare e un po' soffrire. A Londra Ornella ne aveva trovati tanti, che le tornarono in mente tutti insieme mentre nelle orecchie le risuonava Back to black e i suoi occhi si inumidirono di nuovo.



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Si sedette sulla sua poltrona rossa, riprese in mano Orgoglio e Pregiudizio, lo aprì a caso e cominciò a leggere. Lo conosceva talmente bene che non aveva bisogno di seguire la storia in ordine cronologico. Le bastavano poche righe ed era di nuovo nel mondo di Jane Austen, cui sentiva di appartenere a ogni riga.




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Alla fine la trovarono, la loro stanza. Quella in cui si erano innamorate dei libri e avevano fatto innamorare tanti ragazzi con le storie di Anna Karenina, Guerra e Pace, Cime tempestose
Tutti i pomeriggi si ritrovavano lì e leggevano insieme qualche pagina, oppure Ornella e la Patti la raccontavano agli altri ragazzi sentendosi un po' le professoresse. Le sedie erano sempre le stesse, anche se disposte in modo un po' diverso da come se lo ricordavano. La Patti si sedette e Ornella cominciò a recitarle a memoria l'inizio della Lettera Scarlatta, come ai vecchi tempi.

                       










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"Secondo me non stai bene, Diego"
"Non sto bene solo perché sto parlando con te, quindi forse è meglio se metto giù."
Non solo attaccò, ma spense il telefono, operazione che non compiva quasi mai. Di colpo si sentì leggero come una piuma di Forrest Gump, peccato che stesse intralciando la strada di tutte le persone che correvano per prendere la metropolitana e che lo guardavano con disprezzo.

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Quando arrivarono alla panchina, Mr George era lì che stava finendo Il barone rampante. Ornella gli andò incontro come possono fare solo i nipoti con i nonni: di corsa.




 




Cosa ne pensate di questa rubrica?
Avete letto il libro? Avreste aggiunto citazioni diverse dalle mie?
Buona lettura!



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