venerdì 8 maggio 2015

Recensione – L’esercito delle cose inutili di Paola Mastrocola

Buongiorno a tutti e buon Venerdì!
Oggi un ospite speciale qui sul blog: Debora, mia sorella (gemella)!
Amante anche lei della lettura, è rimasta piacevolmente colpita da questo romanzo e mi ha obbligato chiesto gentilmente di poter inserire la sua opinione. Lascio quindi a lei la parola, fatemi sapere se anche voi avete letto il romanzo.



L'esercito delle cose inutili
di Paola Mastrocola

Einaudi, 2015
 pagg. 212
Ebook 9,99€ Cartaceo 14,88€

Sinossi. “Insomma, quel mattino di Novembre, mentre andavo a zonzo nel vuoto da non so quanto tempo, succede che io incontro questo tale. E vi posso dire che, accidenti, se prendevo a destra anziché a sinistra non lo avrei incontrato. Quindi? Quindi tutto questo deve pur significare qualcosa. Ho preso a sinistra ed è stato tutto quel che è stato, questa benedetta storia che adesso vi racconto.”
Queste sono le parole con cui Raimond, il vecchio asino considerato ormai “inutile” nel suo lavoro, inizia il racconto del suo incontro con Reso, un libro stravagante che gli farà da guida nel suo viaggio. L’avventura che Raimond si troverà ad affrontare lo porterà in uno strano villaggio, il Paese delle cose inutili, abitato da vecchi libri, poeti, scrollatori di francobolli, trapiantatori di primule e altri strani personaggi. Con l’aiuto di queste fantastiche creature e all’amicizia di Reso e Guglielmo, Raimond riuscirà finalmente a ritrovare se stesso e il suo scopo nel mondo?


Recensione


Come spesso mi succede, non leggo mai la trama prima di scegliere un libro ma preferisco farmi attrarre da un particolare e scoprire da sola la storia che vi si nasconde. In questo caso è stato proprio il titolo ad incuriosirmi: L’esercito delle cose inutili. Già, perché proprio del senso dell’ utile inutilità si parla.
Chi non si è mai sentito senza uno scopo nella vita? Ed è proprio questo il problema che Raimond si ritrova ad affrontare. Ma partiamo dal principio.
Raimond è un vecchio asino che, dopo aver lavorato sodo come asino da soma e aver avuto una vita familiare felice, a causa di un incidente, viene trasferito e non considerato più idoneo al lavoro. La storia prende il via con l’incontro tra Raimond e Reso, un vecchio libro che lo aiuterà a conoscere il Paese delle cose inutili e tutti i suoi strani abitanti. Reso sarà anche colui che imparerà a Raimond a leggere, ponendogli però un limite: potrà leggere tutti i libri che vorrà tranne lui! (Il motivo di questo divieto si conoscerà solo alla fine della storia!)
Il terzo personaggio che emerge è Guglielmo, un ragazzino timido e problematico, che riceve dai genitori per Natale un regalo un po’ insolito: l’adozione di un asino a distanza! (eh si, è proprio Raimond!) Il ragazzo, soggetto spesso ad atti di bullismo a scuola da parte di un gruppo di ragazzi cattivi e prepotenti, inizia a scrivere delle lettere al vecchio asino per sfogarsi, raccontandogli dettagli della sua vita che non ha mai rivelato a nessuno. Tra i due si instaura, nel corso del libro, un rapporto di fiducia e di comprensione. Sarà proprio per difendere Guglielmo e grazie alla loro amicizia che Raimond deciderà di riprendere in mano la sua vita e imbarcarsi in un viaggio stravagante e coraggioso.

“Là erano tutti inutili ma felici”



Il romanzo è brillante, molto scorrevole nella lettura e istruttivo; ci fa capire come non sia sempre scontata l’utilità delle cose e delle persone che ci circondano. L’autrice ci racconta questa avventura quasi come fosse una fiaba moderna. I personaggi, semplici ma fantasiosi, ci fanno riflettere su temi importanti e attuali, senza mai perdere quel tocco di umorismo e divertimento. La storia è raccontata da Raimond in prima persona, questo fa si che si crei un rapporto diretto con il lettore. Questo legame è accentuato dal fatto che in alcuni punti della storia il protagonista pone delle domande direttamente a chi legge, aspettandosi delle risposte (che non avrà mai!) che influiranno sul corso della storia. Ogni capitolo inoltre è aperto da una piccola frase in cui si spiega cosa accadrà nel capitolo stesso.
Un particolare che mi ha incuriosito è stata la presentazione “ufficiale” di Raimond, che avviene soltanto nel capitolo 10. Nei primi capitoli infatti si hanno una serie di pensieri sparsi in cui si intuisce solo una parte della storia. E’ come se l’autrice volesse farci conoscere Raimond gradualmente.

“…sono un asino greco, color asino, altezza media, pancia bassa, schiena curva, occhi non so, età tre quarti, ex isolano, ex randagio, inutile, adottato.”

Ho adorato Raimond nella parte finale: nonostante le sue paure e insicurezze, si batte per difendere l’amico Guglielmo in vera difficoltà. Anche il bullismo, nonostante sia un tema molto impegnativo, non viene affrontato in maniera pesante.
Ho apprezzato molto anche il finale, per niente banale e scontato.

“Mi basta poco. Forse, l’avevo sospettato. Forse, non volevo saperlo fino in fondo…”


Traendo le conclusioni, è un libro divertente, spiritoso ma che fa riflettere. Decisamente consigliato!

Buona lettura!





Paola Mastrocola ha esordito con il romanzo La gallina volante (2000), vincitore del Premio Calvino. Finalista al Premio Strega nel 2001 con Palline di pane e vincitrice del Premio Campiello nel 2004 con Una barca nel bosco, ha poi pubblicato, tra gli altri, La scuola raccontata al mio cane (2004), Che animale sei? (2005), Più lontana della luna (2007), La felicità del galleggiante (2010), Togliamo il disturbo. Saggio sulla libertà di non studiare (2011). E, nel 2013, il romanzo Non so niente di te.


2 commenti:

  1. E' un libro che voglio leggere da molto tempo ^-^

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  2. Aggiunto alla mia wishlist :) Sembra davvero carino ed interessante: uno di quei libri che trattano argomenti difficili in modo particolare, semplice solo apparentemente! Grazie per averlo recensito :D

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