giovedì 2 aprile 2015

Recensione Quello che gli altri non vedono di Virginia MacGregor



Quello che gli altri non vedono
What Milo saw
di Virginia MacGregor

Traduzione di Chiara Baffa, Giunti editore, 2014
Pagg. 400, Cartaceo 12.00€; Ebook 6.99€

Milo ha nove anni e una missione molto speciale: prendersi cura di nonna Lou, che insieme ad Amleto, l’animaletto di casa, è la sua inseparabile alleata. Ogni tanto la nonna annuncia che partirà per la Grecia con il nonno. Peccato che il nonno sia morto molti anni fa… Meglio non dirlo alla mamma, che ha poca pazienza, l’importante è assicurarsi che Lou prenda le pillole che le sbrogliano i pensieri. Del resto è stata proprio lei a insegnargli che il mondo si può “vedere” anche attraverso particolari che sfuggono alle persone comuni: i rumori, il tono della voce o gli odori. Sì, perché Milo è affetto da una malattia che lo renderà progressivamente cieco. E quando un giorno la nonna dà quasi fuoco alla cucina, Milo è il primo a difenderla, ma la decisione della mamma è irrevocabile: Lou deve andare in casa di riposo. Un posto apparentemente perfetto, con un bel giardino, pavimenti lucidi come specchi e un’infermiera dal sorriso stampato. Ma qualcosa non va… Come mai la nonna dorme sempre? Perché non riconosce più nessuno? Con l’aiuto di Tripi, il cuoco della clinica, Milo inizierà la sua personalissima indagine. E quando si è allenati a “vedere” il mondo con tutti e cinque i sensi, quello che si riesce a scoprire è davvero incredibile. 
Una storia piena di emozione e sentimento, con protagonisti indimenticabili. Il piccolo Milo conquisterà il cuore di migliaia di lettori.

Recensione


 Quello che gli altri non vedono è un intreccio di storie.
E’ la storia di Milo, che affronta la sua malattia con l’energia dei suoi 9 anni, è la storia di Lou che vive in completo silenzio da quando suo marito è morto e comunica con il resto del mondo con carta e penna, è la storia di Sandy che è appena stata lasciata da suo marito per una ragazza più giovane dalla quale ha avuto una bambina, è la storia di Tripi, fuggito dalla Siria perché sognava un posto migliore per sé e soprattutto per sua sorella, che perde di vista durante un attacco in Siria.
Ma dietro a queste storie c’è dell’altro.

Nel libro sono molti i temi che vengono affrontati.
  • Primo fra tutti il ruolo e la posizione degli anziani nella nostra società. Presi dai nostri problemi, dalle vicissitudini della vita, ci dimentichiamo di loro e ce ne ricordiamo solo quando combinano qualcosa di grosso, a volte proprio per richiamare la nostra attenzione. Quindi arriva il momento di prendere la fatidica decisione: casa di riposo si, casa di riposo no. E per alcuni è semplice. Ed è a questo punto che il libro ci fa riflettere.  
Copertina originale

Bisogna prestare attenzione al posto che si sceglie per i nostri cari. Non basta solo una visita per capire se una residenza possa essere quella giusta o meno solo perché è apparentemente ben curata e le persone sono cordiali, ma bisogna andare a visitare con costanza i nostri cari, in questo modo è impossibile non capire se qualcosa non va. Soprattutto non bisogna far finta di non vedere e nel libro è solo Milo che, grazie in qualche modo alla sua malattia ed alla sua caparbietà, riesce a smascherare l’infermiera Thornhill: una donna senza scrupoli, la persona meno adatta ad essere la direttrice del posto in cui lavora.

  • Poi ci sono le separazioni. Per quanto possa essere difficile lasciare il proprio coniuge o essere lasciati, sono sempre i figli a soffrire di più. Milo è lasciato allo sbaraglio, Andy, il padre, decide di andarsene, di crearsi una nuova famiglia senza curarsi delle conseguenze che questo possa avere su quella che si è già creato e Sandy è letteralmente distrutta, non ha più fiducia in se stessa. Nonostante questo e forse grazie a tutto questo, Milo è più responsabile e più maturo rispetto ai bambini della sua stessa età, si prende cura della nonna (o meglio bisnonna, in quanto nonna di Andy, papà di Milo) meglio di chiunque altro. E’ curioso, intelligente e ci fa riflettere perché, riuscendo a vedere solo tramite un piccolo forellino, riesce a percepire anche i dettagli, le piccole cose, che risultano essere poi le più importanti. Milo inoltre pone l'attenzione sui bambini. Troppo spesso non li sentiamo soltanto perché sono i più piccoli, quando invece la realtà è che se ci fermassimo ad ascoltarli, potremmo imparare molto da loro.
  • Infine Tripi. Con lui la Macgregor ha voluto dare spazio a tutte quelle persone che fuggono dai paesi in guerra, che sognano una vita migliore e si ritrovano invece a vivere un altro dramma, lontano dai propri cari. Ma Tripi è un simbolo di speranza per tutti: un futuro migliore è possibile e gli incontri giusti possono accadere.

Quello che gli altri non vedono è un libro scorrevole ed appassionante. La storia è raccontata da diversi punti di vista: Milo, Lou, Sandy e Tripi. In questo modo conosciamo ampiamente i personaggi principali della storia, affezionandoci a loro. E' un libro da cui tutti possiamo imparare qualcosa, per questo lo consiglio a tutti, senza distinzioni d'età.



L’autrice. Virginia Macgregor è cresciuta tra la Germania, la Francia e l’Inghilterra ascoltando le storie che sua madre le raccontava. Coltiva da sempre la passione per la scrittura, ha studiato a Oxford e ha lavorato come insegnante e direttrice di un collegio. Quello che gli altri non vedono è il suo romanzo d’esordio, in corso di traduzione in 10 Paesi presso i marchi editoriali più prestigiosi.




Attenzione Spoiler:
C'è una sola cosa che non mi è piaciuta: la morte della nonna. Non tanto in quanto avvenimento, ma il modo: proprio quando tutti, non solo Milo, iniziavano seriamente ad occuparsi di lei, ecco che avviene il peggio e in quel momento è sola. Questo momento mi ha lasciato un po' di malinconia, avrei preferito avvenisse in maniera diversa, con qualcuno accanto.





1 commento:

  1. Wow dalla trama e dalla tua recensione sembra interessantissimo! Lo aggiungo alla mia wishlist! *_*

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