venerdì 14 dicembre 2018

5 case editrici preferite | 5 cose che




Buongiorno lettori!! Buon Venerdì!
Il Natale si avvicina ma, c'è ancora qualche giorno prima di affrontare questo argomento, almeno con 5 cose che!
Le protagoniste di oggi sono le nostre 5 case editrici preferite. Lo scorso anno abbiamo parlato delle 5 case editrici più presenti nella nostra libreria, come ho già detto nel post e dando un'occhiata alla libreria per scegliere le 5 di oggi, mi sono resa conto di quanto i miei gusti siano cambiati anche in questo campo così mi ritrovo ad avere molti libri appartenenti a case editrici di cui raramente guardo le ultime uscite e case editrici di cui ho 2 o 3 libri ma di cui vorrei avere tutto il catalogo! Ma, bando alle ciance, ecco le mie preferite!

Feltrinelli



Il primo posto va sicuramente alla Feltrinelli, mi piace perché si riescono a trovare sia ultime uscite, sia classici (mi trovo sempre bene con le traduzioni!) letteratura straniera ed italiana, autori più conosciuti e meno conosciuti, il tutto a prezzi più che accessibili!

sabato 8 dicembre 2018

Il pane sotto la neve di Vanessa Navicelli | Recensione



Il pane sotto la neve
di Vanessa Navicelli

Editore: CreateSpace Independent Publishing Platform
Categoria: Narrativa storica, saga familiare
Collana: Saga della Serenella
Lingua: italiano
Copertina: flessibile
Formato: 14 x 21.60 cm
Pagine: 254
Prezzo: € 9,99 (Acquistabile solo online, su Amazon)
Prima edizione: 24 Novembre 2017
Versione ebook: € 2,99 su Amazon. Disponibile in tutti i migliori store online

Il pane sotto la neve è un romanzo di narrativa popolare, ambientato “da qualche parte sulle colline dell’Emilia, al confine con la Lombardia, dove la provincia di Piacenza abbraccia la provincia di Pavia.”
È la saga di una famiglia contadina dai primi del ’900 fino alla primavera del 1945. Si racconta della prima guerra mondiale, della fatica del lavoro in campagna, delle figlie che crescono e si fidanzano. Dell’arrivo della seconda guerra mondiale, della Resistenza. E dei nipoti: chi parte soldato, chi diventa partigiano.
Un mondo e una felicità fatti di piccole grandi cose. Tra politica e apparizioni della Madonna, canzoni degli alpini e orgoglio partigiano, la musica di Verdi e le passeggiate lungo il Po, innamoramenti inattesi e le gare ciclistiche di Bartali e Coppi, le recite di Natale in parrocchia e un bicchiere di vino all’osteria.
Per ricordare le nostre radici. Chi siamo e quanto ci è costato arrivare fin qua. Un romanzo sulla famiglia e per tutta la famiglia. Un romanzo “trasversale”, che si rivolge sia agli adulti che ai ragazzi.
Una di quelle storie che si raccontavano una volta, attorno al fuoco, tutti assieme (bambini compresi). Qualcosa da condividere. Il linguaggio è semplice ed essenziale, come lo è la gente di cui si racconta.
Molte cose sono vere. Molte altre sono verosimili. Ci sono parti drammatiche e parti umoristiche. Come nella vita. Questo romanzo è il primo della Saga della Serenella.
La serenella (o lillà) è un fiore semplice e profumatissimo. È il mondo contadino, la famiglia, la
primavera dell’anima. È il simbolo di ciò che è buono e vero. Di un mondo pulito e
schietto.
Ma tutto questo lo potrete capire, veramente, solo leggendo le storie della gente nata là, sulle colline al confine tra Emilia e Lombardia, nella terra dove cresce la serenella.

Recensione


Il rapporto che "Il pane sotto la neve" crea con il lettore è, fin dalle prime pagine, molto intimo. O almeno, qiesta  stata la mia esperienza, del tutto personale. Addentrandomi tra le pagine del romanzo, più e più volte mi è tornata in mente mia nonna e, soprattutto, i racconti del suo passato, un passato fatto di povertà, di duro lavoro, dei soprusi dei padroni, della guerra ma anche di sorrisi in famiglia.
Il pane sotto la neve è infatti un romanzo ricco. È questo il primo aggettivo che mi viene in mente a lettura ultimata. È il primo volume di una saga familiare ambientata dai primi anni del Novecento fino a metà secolo, com'è facilmente intuibile, il riferimento è storico ed è alle due grandi guerre che hanno segnato l'Italia durante quel periodo.

 Ad aprire il romanzo l'incontro tra Battistino, Tino e Cesira, dal loro amore sbocceranno due figlie, Emma e Rosa e, con il tempo, seguiremo anche le loro vicende. Il romanzo è infatti ricco di personaggi, questo primo volume può essere considerato quasi di presentazione e si concentra soprattutto sui primi due, considerate le colonne portanti della famiglia.
La straordinarietà di Tino e Cesira risiede nella semplicità. La storia di Tino e Cesira è la storia di tutti noi, è la storia di una generazione che ci ha preceduto e che è stata ed è tuttora di grande ispirazione.
Tino e Cesira sono partiti dal nulla, dal  loro primo incontro al matrimonio, il passo non è stato poi tanto lungo, ma la magia dell'amore è stata subito accompagnata dalla fatica e dai sacrifici. Tino e Cesira lavorano come contadini per un padrone, questo significa che il loro ricavato è quasi nullo rispetto a quello che dovrebbero guadagnare in base alle loro fatiche. Il tutto si moltiplica con l'arrivo di Emma e Rosa ma i loro sorrisi e la loro energia sembrano quasi cancellare tutte le difficoltà della vita.
La loro tranquillità però, viene colpita prima dello spettro della guerra poi dall'arrivo incombente della prima guerra mondiale e la conseguente chiamata alle armi per Tino, per il quale sarà un'esperienza che, inevitabilmente, lo segnerà per il resto della vita.

venerdì 7 dicembre 2018

5 anime o cartoni sconosciuti | 5 cose che




Buongiorno lettori!! E buon Venerdì!
Ci avviciniamo al fine settimana con la rubrica del Venerdì!
Con l'appuntamento di oggi con 5 cose che, torniamo indietro nel tempo o meglio, torno indietro nel tempo. Protagonisti di oggi sono 5 anime o cartoni sconosciuti. Visto che, attualmente, non sto seguendo anime o cartoni, per forza di cose sono andata a ripescare i 5 titoli dai cartoni d'infanzia e allora si che c'è stato l'imbarazzo della scelta!

Sun College

Ero innamorata della sigla e seguivo con interesse anche l'anime andato in onda, da quel che so, solo su reti locali.



mercoledì 5 dicembre 2018

www Wednesday #155



Ciao lettori!!
Nuovo appuntamento di metà settimana con www Wednesday! Come procedono le nostre letture?



                                         

                (What did you recently finish reading?)      

                                       
                             
Ho terminato la lettura de La campana di vetro di Sylvia Plath, una lettura intesa, commovente e a tratti scioccante.




Ho terminato L'amico ritrovato di Fred Uhlman, libro di cui ho rimandato la lettura per tantissimo tempo. L'occasione per leggerlo? Una nuova piccola rubrica, ogni mese io e Debora leggeremo lo stesso libro e ne faremo una doppia recensione! La trovate qui e Il pane sotto la neve di Vanessa Navicelli, presto uscirà la recensione!








martedì 4 dicembre 2018

#unlibrox2 - Recensione L'amico ritrovato di Fred Uhlman




L'amico ritrovato
di Fred Uhlman

Editore: Feltrinelli
Data di pubblicazione: 27 dicembre 2012
Pagine: 92
Prezzo: 5.50€

Sinossi.
Nella Germania degli anni Trenta, due ragazzi sedicenni frequentano la stessa scuola esclusiva. L'uno è figlio di un medico ebreo, l'altro è di ricca famiglia aristocratica. Tra loro nasce un'amicizia del cuore, un'intesa perfetta e magica. Un anno dopo, il loro legame è spezzato. "L'amico ritrovato" è apparso nel 1971 negli Stati Uniti ed è poi stato pubblicato in Inghilterra, Francia, Olanda, Svezia, Norvegia, Danimarca, Spagna, Germania, Israele, Portogallo.

Recensione

Germania, 1933.
I protagonisti sono due sedicenni, Hans e Konradin, che frequentano la stessa classe.
Hans è il figlio di un medico ebreo, un ragazzo timido e taciturno che non ha particolari amicizie e spesso si trova in completa solitudine ad affrontare i problemi di ogni ragazzo della sua età.
Konradin invece è figlio di una famiglia aristocratica, gli Hohenfels, che spesso intrattiene spesso rapporti con Hitler.
Nonostante i due ragazzi appartengano a due mondi differenti il legame di profonda amicizia che li lega li porta a vivere un rapporto di estrema fiducia e rispetto.
Questa relazione si scontrerà però ben presto con la dura realtà, con ideologie politiche spaventose e irrispettose, con una società che calpesta i sentimenti in favore di convinzioni e filosofie dilaganti e corrosive.

"La politica riguardava gli adulti, noi avevamo già i nostri problemi. E quello che ci pareva più urgente era imparare a fare il migliore uso possibile della vita, oltre, naturalmente, a cercare di scoprire quale scopo avesse, se l'aveva, e a chiederci quale potesse essere la condizione umana in questo cosmo spaventoso e incommensurabile. Questi si che erano veri dilemmi, quesiti di valore eterno, assai più importanti per noi dell'esistenza di due personaggi ridicoli ed effimeri come Hitler e Mussolini."

La narrazione procede fluida attraverso la descrizione dei ricordi del protagonista, uno sguardo al passato, uno scorcio sulle cicatrici che hanno dato vita al presente di un uomo fatto di dolori, paure e malinconia.
Hans ha vissuto un'adolescenza fatta di cambiamenti, spesso tormentati, alla ricerca di valori nella quale rispecchiarsi ed identificare sé stesso e la propria generazione, un piccolo grande capolavoro senza tempo che si legge tutto d'un fiato con un finale davvero sorprendente.

L'amico ritrovato è un libro che nella sua devastante semplicità dischiude la mente e gli occhi di ogni lettore che decide di aprire il proprio cuore a questi due personaggi, una sintesi sulla vera essenza dell'amicizia, la speranza mai sopita di prevaricare la follia e l'odio che la guerra infonde nella parte più profonda dell'animo umano.

"Ho esitato un po' prima di scrivere che avrei dato volentieri la vita per un amico, ma anche ora, a trent'anni di distanza, sono convinto che non si trattasse di un'esagerazione e che non solo sarei stato pronto a morire per un amico, ma l'avrei fatto quasi con gioia. Così come dava per scontato che fosse dulce et decorum pro Germania mori, non avevo dubbi sul fatto che morire pro amico sarebbe stato lo stesso. I giovani tra i sedici e i diciotto anni uniscono in sé un'innocenza soffusa di ingenuità, una radiosa purezza di corpo e di spirito e il bisogno appassionato di una devozione totale e disinteressata. Si tratta di una fase di breve durata che, tuttavia, per la sua stessa intensità e unicità, costituisce una delle esperienze più preziose della vita."

Consiglio questo libro davvero a tutti, poche pagine che rimangono nel cuore di ogni lettore, un insegnamento di vita sempre attuale ricco di sentimenti ed emozioni.

Buona lettura!




Meglio tardi che mai, questa volta è proprio il caso di dirlo. Ho rimandato la lettura di questo libro da non so quanto tempo quando di tempo per leggerlo ne basta veramente poco.
Non perché sia un racconto breve, poco più di 90 pagine, ma perché l'intensità della storia ed il coinvolgimento che ne nasce non permettono al lettore di allontanarsi dalle pagine.

Il libro può essere diviso in due parti, la prima, più descrittiva, può essere considerata quasi di presentazione ed introduzione ai protagonisti, agli altri personaggi e all'ambientazione. Più o meno a metà, invece, la narrazione prende il via fino ad arrivare all'epilogo finale. 

Germania 1932, Hans ha 16 anni e studia al Karl Alexander Gymnasium di Stoccarda, scuola prestigiosa per famiglie facoltose. Fin da subito sente di non appartenere del tutto all'ambiente che lo circonda fino a quando Konradin entra nella sua classe e nella sua vita. Dal primo momento capisce che sono fatti per essere amici, infatti la loro amicizia non tarderà a nascere. Tra loro però, iniziano ad insinuarsi degli spettri, quello dell'ascesa di Hitler, del nazismo al potere e delle conseguenti leggi razziali. Hans proviene da una famiglia ebrea mentre quella di Konrarin è profondamente cristiana.

"Io sentivo che quello era solo l'inizio e che da allora in poi la mia vita non sarebbe più stata vuota e triste, ma ricca e piena di speranza per entrambi"

L'elemento che, a lettura ultimata, colpisce di più è il talento dell'autore nel togliere il superfluo ed andare al punto. Ed è subito evidente se la narrazione copre 30 anni della vita del protagonista o meglio della voce narrante, Hans.
Ulhman sembra dare quasi per scontato che tutti conoscano le orribili pagine della storia d'Europa in cui  vengono ambientate le vicende. Dopotutto è impossibile non esserne a conoscenza. Lascia quindi alle poche parole espresse dai personaggi stessi il compito di comprendere cosa stia accadendo e quali conseguenze comporterà tutto ciò alla relazione dei protagonisti. Nonostante la brevità, quindi, il libro riesce ad essere intenso ed emozionante.
È una testimonianza storica diversa dal solito per la scelta dei protagonisti. Le leggi razziali non hanno guardato in faccia a nessuno, persone umili, povere ma anche ricche, l'odio non conosce classe sociale e la storia di Hans ne è una prova.
Come suggerisce il titolo, ampio spazio viene dato all'amicizia. Hans riesce ad essere finalmente se stesso grazie a Konradin, con il quale condivide le sue passioni, i suoi pensieri, come tutti gli adolescenti e, come succede spesso, dovrà fare presto i conti con la sua prima grande delusione, non soltanto dovuta al contesto storico.
Fino al finale, un finale a sorpresa, quasi inaspettato ma, in qualche modo, sperato. Non può essere considerato del tutto lieto, Uhlman decide di essere veritiero, realistico, lasciando però spazio alla speranza.



venerdì 30 novembre 2018

5 libri che pensavo di non leggere mai | 5 cose che



Ciao a tutti lettori!!
Immancabile un nuovo appuntamento con la rubrica del Venerdì 5 cose che!
La lettura è una sorpresa continua e nella vita di tutti i lettori ci sono quei libri da cui, per un motivo o per un altro, ci teniamo lontani ma poi arriva un momento in cui "bah, io lo inizio" e pagina dopo pagina lo terminiamo!
Ecco quindi 5 libri che pensavo di non leggere mai.

Lo Hobbit di J.R.R. Tolkien


Il primo libro che mi è venuto in mente è Lo Hobbit di Tolkien, come ho già scritto diverse volte, di questo autore ho provato ad iniziare tantissime volte Il signore degli anelli senza mai andare a buon fine. Mia sorella mi ha consigliato allora Lo Hobbit e, sorprendentemente, sono riuscita a leggerlo fino alla fine...chissà se, prima o poi, riuscirò a leggere anche gli altri.

Il conte di Montecristo di Alexandre Dumas


Ho sempre guardato con non molto piacere ai libri cosiddetti "mattoni", quei libri massicci con centinaia di pagine. Era questo il motivo principale per cui mi tenevo lontana da questo romanzo che conta circa 1060 pagine. Ma la curiosità ha avuto la meglio!

mercoledì 28 novembre 2018

www Wednesday #154



Ciao lettori!!
Anche oggi, come (quasi) tutti i Mercoledì...infatti la scorsa settimana abbiamo saltato, un nuovo appuntamento con la rubrica www Wednesday, come sarà la situazione sulle nostre letture??



                                         

                (What did you recently finish reading?)       

                                                                                     
                             
Purtroppo non sono riuscita a terminare nessuna lettura




Ho terminato Norwegian Wood di Murakami. Mi ha fatto un po' storcere il naso un evento che accade alla fine e alcuni punti non mi hanno del tutto convinta ma, nel complesso, mi è piaciuto tantissimo! Quale altro romanzo di Murakami mi consigliate??